Ciclone Harry, strage di agrumi nella Piana di Catania: perdite fino all’80%

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La Piana di Catania paga un prezzo altissimo al passaggio del ciclone Harry che, la scorsa settimana, si è abbattuto con violenza sulla Sicilia orientale. Le prime stime effettuate da Confagricoltura Sicilia delineano uno scenario drammatico per il comparto agrumicolo: le perdite oscillano tra il 30% e l’80% della produzione, con centinaia di aziende messe in ginocchio.

Un bilancio che potrebbe aggravarsi ulteriormente nei prossimi giorni. Secondo i tecnici dell’organizzazione agricola, infatti, molti danni alle piante e ai frutti potrebbero emergere solo nel medio periodo, compromettendo ulteriormente una stagione già segnata da difficoltà strutturali e da una crescente instabilità climatica.

«Siamo di fronte a una situazione drammatica che rischia di compromettere l’intera filiera agrumicola del territorio catanese», afferma il presidente di Confagricoltura Sicilia, Rosario Marchese Ragona. «Il ciclone Harry ha provocato perdite devastanti: centinaia di aziende agricole sono in grave difficoltà e senza interventi rapidi il rischio è quello di un tracollo economico e occupazionale».

Le forti raffiche di vento, le piogge torrenziali e le grandinate hanno provocato la caduta massiccia dei frutti, danneggiato le chiome degli alberi e compromesso vaste superfici coltivate. In molte aziende la raccolta è diventata impossibile, mentre in altre si registra un forte peggioramento della qualità del prodotto, con conseguenze dirette sulla commercializzazione.

Di fronte a un’emergenza di tali proporzioni, Confagricoltura Sicilia ha chiesto la convocazione urgente di un tavolo tecnico con le istituzioni regionali e nazionali, per individuare misure straordinarie di sostegno. L’obiettivo è attivare ristori immediati, strumenti finanziari agevolati e interventi strutturali capaci di consentire la ripartenza delle aziende colpite.

«Non possiamo lasciare soli i nostri agrumicoltori – conclude Marchese Ragona –. Servono interventi rapidi, concreti e incisivi per salvaguardare un comparto vitale per l’economia agricola siciliana, tutelare l’occupazione e garantire la sopravvivenza di una filiera strategica per l’intero territorio».

Il ciclone Harry, ancora una volta, mette in evidenza la fragilità del sistema agricolo di fronte ai cambiamenti climatici e la necessità di strategie strutturali di prevenzione, protezione e adattamento, per evitare che eventi estremi possano trasformarsi in emergenze economiche e sociali di vaste proporzioni.

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