Ponte sullo Stretto, via libera dal Cipess. Ma è già polemica

Il Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) ha approvato il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina, dando il via libera a un’opera che, ancora prima di vedere la luce, divide il Paese.

L’annuncio è arrivato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e il ministro Matteo Salvini – protagonista assoluto della conferenza stampa a Palazzo Chigi – non ha nascosto la soddisfazione:

“Il fronte del contrasto alle infiltrazioni mafiose sarà fondamentale. Si adotteranno protocolli come quelli già utilizzati per Expo e altri grandi eventi. Non fare il ponte perché c’è la mafia? Allora non facciamo più nulla in Sicilia e Calabria.”

“Oggi i treni ci mettono tra i 120 e 180 minuti, si scenderà ai 15 minuti. Su gomma dipenderà dal periodo, ma il tempo medio tra i 70 ai 100 minuti si ridurrà a 10 minuti. Ci sarà quindi un enorme risparmio ambientale grazie alla riduzione di CO2″, dichiara Salvini.

Parole forti, che mettono subito in chiaro la direzione del governo, ma che innescano anche la replica immediata dal fronte opposto.

Bonelli (AVS): “Un capolavoro di cemento e propaganda”

Durissima la reazione di Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, che denuncia: “Il Ponte sullo Stretto rappresenta il più grande spreco di denaro pubblico della storia italiana: 14,6 miliardi di euro, tutti a carico dei cittadini. Nessun investimento privato. Neanche Berlusconi aveva osato tanto.”

Bonelli accusa il governo di ignorare pareri tecnici autorevoli – come quelli di ANAC, ISPRA, INGV e Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici – e di agire con arroganza politica. “Il progetto prevede un pilone su una faglia sismica attiva. E intanto si tagliano fondi vitali: 1,5 miliardi per la manutenzione stradale, 6 miliardi dal Fondo di Sviluppo e Coesione, risorse che sarebbero dovute servire alle vere priorità del Sud.”

Il co-portavoce di Europa Verde annuncia battaglia legale: “Abbiamo già presentato ricorso alla Commissione Europea e continueremo a lottare in tutte le sedi. Sicilia e Calabria hanno bisogno di ferrovie, acqua potabile, trasporti, non di un ponte che collega due deserti infrastrutturali.”

Un’opera che spacca il Paese

Il Ponte sullo Stretto è da decenni al centro di un acceso dibattito tra sostenitori e detrattori. Da un lato chi lo considera una sfida ingegneristica e una svolta logistica, dall’altro chi lo vede come un’opera faraonica senza utilità reale.

Con l’approvazione definitiva del Cipess, si entra ora in una nuova fase: quella dell’apertura dei cantieri e, parallelamente, delle opposizioni politiche, civili e legali. Il Paese, dunque, si divide.

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