LA DEMAGOGIA IMPERA NELLE PIAZZE SICILIANE

Che Grillo dica delle verità nessuno lo contesta, ma le parolacce, il qualunquismo con cui ammanta le medesime risultano essere insulti, e non argomentazioni, ottimi per gli spettacoli -comizi organizzati, ma che producono solo male, e offese. Su questo è impostato tutto il dire a ruota libera, che fa leva sulla necessità dei giovani di sfogarsi, e degli adulti indignati di sentirsi partecipi alla vita politica. 

La partecipazione ,la libertà di espressione sono i due elementi portanti del suo discorso, che fra l’altro offende i siciliani e i ragusani anche, la gente per bene, quando afferma di aver avuto problemi nella scelta dei candidati, in quanto la maggior parte dei siciliani risulta indagata. Ma che un uomo di Genova venga a farci le prediche morali, crediamo non lo possiamo permettere, poiché tanta gente per bene vive in Sicilia, e tanti sono coloro  che si spendono per la politica, lo fanno in maniera vera, e senza avere conti in sospeso con la giustizia.

Permettiamo ancora che vengano a offenderci a casa nostra, e subiamo parole e parolacce, anche applaudendo: questo non è ammissibile!

La gente dovrebbe scindere le verità da tutto il resto, dando spazio al senso critico. Dove il M5S amministra, non crediamo dia e abbia dato risposte valide, a Parma ad esempio. Come potrebbe amministrare la Sicilia, con tutti i problemi economici in cui versa? Tra le parole e i fatti c’è un abisso! Non basta un programma d’intenti, ci vuole comprovata capacità e competenza per amministrare in modo proficuo.

La facile demagogia di Grillo dovrebbe indurci a delle considerazioni sui capi popolo: ce ne sono stati diversi nella storia, dai tribuni romani ai dittatori, e crediamo che il suo parlare, la sua arroganza abbia molti punti in comune con i dittatori, con la democrazia vietata, con la libertà d’opinione negata, e così via.

Il fenomeno, però, non va sottovalutato e i partiti, nessuno escluso, dovrebbero partire proprio da quelle verità, dando spazio alle giovani generazioni, alle donne, agli uomini di fare politica dei contenuti ad esempio, di coinvolgere con la partecipazione la libertà di espressione dei singoli individui.

“Libertà è partecipazione” ,diceva una canzone di Gaber, ed oggi questa è tanto attuale. Su queste parole quanti i giovani operanti nei partiti e nei movimenti dal 1968 in poi, oggi auspichiamo una politica aperta alle esigenze dei cittadini costruttiva e non solo distruttiva come è quella di Grillo. Non bastano i programmi , magari validi, fatti a tavolino, ma fatti concreti e non parole.

 

 

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