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POSIZIONE SUL VINCOLO PAESAGGISTICO LUNGO LA STRADA PROVINCIALE RAGUSA-MARINA
26 Mag 2010 22:17
La politica urbanistica tracciata dal sindaco Di pasquale sullo sviluppo della città continua ad essere marcatamente disordinata e predisposta alla selvaggia cementificazione. Dopo aver subito le scelte di questa maggioranza in materia di aree PEEP con l’individuazione per oltre 2 milioni di mq di aree agricole da cementificare per circa ulteriori 15000 posti letto. Dopo aver subito l’approvazione dei PPRU che hanno determinato ulteriori 4500 posti letto da inserire in aree adiacenti alle zone di edilizia spontanea. Dopo aver appreso che il PPE del centro storico dovrebbe prevedere il ritorno di circa 9000 persone a vivere in centro, ma le scelte tecniche proposte lasciano intravedere la volontà conservatrice ed ingessante del cuore della città attraverso l’impedimento a poter demolire e ricostruire le abitazioni fatiscenti, il che dimostra in modo chiaro la strategia politica messa in atto per allontanare le persone dal centro verso le periferie. Avendo chiara l’idea urbanistica di questo sindaco che programma una città di circa 72.000 abitanti dimensionandola per una popolazione di circa 100.000 abitanti, pensavamo che il danno causato al territorio da far scontare alle nostre future generazioni fosse ultimato. Ed invece scopriamo che Dipasquale soffre i vincoli; non vuole il parco degli Iblei o forse lo vorrebbe solo sui cocuzzoli delle nostre colline e oggi la novità riguarda il ricorso presentato dall’amministrazione alla Presidenza della Regione contro il vincolo paesaggistico lungo la SP 25. Quest’ultimo punto appare paradossale se si analizza tutto l’iter che si è tenuto passaggio dopo passaggio fino ad arrivare alla determinazione finale e che ha visto i rappresentanti del sindaco presenti a vari livelli concordare sempre su scelte condivise a tutela di un territorio a totale vocazione agricola, spesso minacciato da richieste di concessioni edilizie alcune delle quali ad oggi risultano essere al vaglio della magistratura. Che tristezza apprendere anche su questo la negazione di se stesso da parte del sindaco Di pasquale a vantaggio della cementificazione selvaggia. Essere buoni amministratori equivale anche ad avere rispetto del territorio attraverso una programmazione urbanistica ordinata che rispetti le leggi sul dimensionamento di una città (legge 71/78) anche a costo di perdere qualche consenso elettorale, ma Dipasquale privilegia la politica del consenso al sano sviluppo. Il PD contesta la marcia indietro operata dal sindaco e lo invita a ritirare il ricorso presentato alla presidenza della regione, dimostrando ai suoi concittadini che i muretti di pietra a secco, gli ulivi ed i carrubi che oggi si trovano sulla Ragusa–Mare sono patrimonio ragusano e rappresentano uno dei paesaggi più spettacolari che il mondo intero ci invidia.
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