ALFANO NEL PAESE DEL BENGODI

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Imitando il sempre sorridente Berlusconi che strombazza ai quattro venti che l’Italia non è stata toccata dalla recente e ancora presente crisi economica mondiale, salvo poi trovarci in un anno con un milione e mezzo di disoccupati in più e con centinaia di migliaia di lavoratori in cassa integrazione, il nostro sindaco dice che la sua amministrazione sta lavorando bene per cambiare, rendendo più bella e a misura di cittadino la città, vantandosi pure, con manifesti affissi in giro per la città di avere, in 2 anni di amministrazione, aperto 3 cantieri di lavoro “per ripavimentare strade in cui risiede qualche amministratore o qualche dirigente di partito che lo sostiene” e di avere dato l’appalto per la normale ordinaria manutenzione di alcune strade. E INVECE Comiso non è il paese del Bengodi come vuol farci credere Alfano. Comiso è una città che cade a pezzi, giorno dopo giorno, una città il cui degrado è sotto gli occhi di tutti i Comisani, una città in cui si accentuano i contrasti tra chi ci vive e ci lavora da una parte e, chi ci amministra dall’altra, perché chi ci amministra oltre ad avere dimostrato un’assoluta mancanza di rispetto per i lavoratori (a quanti di poca memoria ricordiamo lo scontro con i lavoratori del depuratore, la questione assistenti agli anziani,la rimozione di dirigenti dal loro incarico, non ultima la questione stipendi ai dipendenti comunali); non ha prodotto fino ad oggi uno straccio di progetto per lo sviluppo e la crescita della nostra città, se non atti atti di arroganza che ha portato persino un autorevole consigliere di maggioranza a defilarsi e passare all’opposizione.  Ecco invece l’ altra Comiso.

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