SI CONCLUDE IL PROGETTO “ROMPETE LE RIGHE” MA CONTINUANO A “SPRIGIONARSI SAPORI”

Il progetto “Rompete le righe” si chiude fra tanta soddisfazione, sapori caratteristici siciliani, e non solo: arancini, pasta fredda, parmigiana, cous cous ed i dolci prodotti dalla cooperativa Don Puglisi. Grande festa nel chiostro di Santa Maria del Gesù a Modica Alta per i veri protagonisti del percorso formativo del Fondo Sociale Europeo che tra gli altri ha coinvolto anche il Consorzio “La città Solidale”, ovvero i detenuti delle case circondariali di Ragusa, di Modica e dell’Ufficio di esecuzione penale esterna di Ragusa. Per loro sono stati predisposti diversi progetti formativi dalle 250 alle 300 ore, dieci in tutto i percorsi di work experience proposti.

Il seminario che segna la fine del progetto si è svolto nella mattinata del 15 giugno presso la sala riunioni della Provincia di Ragusa e il tema affrontato è stato quello de “L’inclusione sociale delle persone in stato di detenzione”, ultima tappa per questa importante iniziativa formativa ma anche l’inizio di una nuova scommessa.

La quasi totalità del cibo offerto ai commensali nel chiostro di Modica Alta, infatti, è il prodotto della costituenda impresa sociale “Sprigioniamo sapori” che ha la sua cucina proprio nell’istituto penitenziario di via Di Vittorio a Ragusa: dal progetto “Rompete le righe” nasce dunque un’iniziativa concreta che si propone di offrire una possibilità di riscatto ai detenuti operando comunque in una logica di impresa. 

“Non sono qui per stilare una classifica – spiega Pietro Fina, uno dei dirigenti dell’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro – ma Rompete le righe rappresenta uno dei percorsi migliori tra quelli attuati in Sicilia e costituisce senz’altro una buona prassi perché il vero scopo di tale lavoro è proprio l’inclusione sociale ed il reinserimento lavorativo dei detenuti”.

Questo progetto secondo la dottoressa Giovanna Maltese, responsabile della struttura di Modica, ha inoltre fornito ai detenuti una competenza e una qualifica che gli potrà consentire di trovare lavoro all’esterno, ha dato poi dignità al tempo trascorso in carcere. I detenuti sono consapevoli e soddisfatti perché con le loro attività hanno elevato anche la qualità della vita detentiva di  tutti, con la realizzazione, appunto, di un efficiente impianto di riscaldamento ed idrico, dotando ogni cella di servizio doccia, migliorando le condizioni igieniche dell’intero Istituto, nonché la qualità del vitto.

“Il progetto – ha affermato Aurelio Guccione, presidente del consorzio La Città Solidale – ha valorizzato lo sforzo comune prodotto in questi anni di lavoro che è  il risultato di una grande collaborazione tra più partner. Adesso quello che occorre è la creazione di una rete ancora più ampia che coinvolga tutta la società civile e, soprattutto, che permetta un dialogo costruttivo tra le imprese del no profit e quelle profit. Ognuno, insomma, è chiamato a fare la sua parte. Il fatto che da un progetto come il nostro nasca l’idea di costituire una impresa sociale collocata proprio nel carcere di Ragusa, è segno che è possibile spendere bene i fondi europei per costruire un reale e duraturo benessere condiviso. Lavorare per il reinserimento di chi ha scontato, o sta finendo di scontare, una pena detentiva equivale ad investire per una società più sicura”. 

Achille Tagliaferri, del dipartimento Pace e stili di vita delle Acli, punta ancora più in alto: “Lavoriamo – spiega – affinché i detenuti coltivino il bene in disuso della libertà. Il carcere, finora, non impara a fare ciò ed è troppo spesso solo un luogo di pena. Occorre invertire il paradigma della nostra società ed investire nel perdono, inteso in senso laico, nel dono, come categoria fondante della società e, infine, nel lavoro a patto che questo impegno possa riabilitare del tutto una persona. Si potrà parlare di economia carceraria solo quando chi sta dentro un istituto di pena avrà una chiara prospettiva per la sua uscita”. La Città Solidale ha compiuto un primo coraggioso passo verso questa direzione.  

 

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