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AEROPORTO DI COMISO: LA REGIONE PRONTA A FINANZIARE LO START UP
31 Mag 2012 10:54
Fare il punto sulla situazione dell’areoporto di Comiso, questo l’obiettivo dell’incontro di giovedi mattina in aula consiliare della Provincia di Ragusa al quale ha partecipato l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità Pier Carmelo Russo. Puntualissimo, l’assessore ha ribadito ad una sala affollatissima la piena attenzione da parte della Regione affinchè l’infrastruttura parta immediatamente.
“L’ultimo problema che blocca l’apertura dell’aeroporto – spiega – è quello dei costi per l’assistenza al volo che improvvisamente il ministero per l’Infrastrutture ritiene debbano essere sostenuti dalla Regione siciliana, a differenza di quel che accade agli altri scali italiani. Davanti a queste assurde pretese – continua Russo – siamo comunque pronti a sostenere i costi per lo start up dell’infrastruttura, ma si tratta di una decisione temporanea, ovvero fino al 1 luglio, data in cui la legge impone che sia la società di gestione l’ente deputato ad assumersene l’onere. Uno sforzo molto importante al fine di consentire finalmente l’apertura dello scalo ibleo”.
Un passaggio importante, evidenziato dall’assessore, è quello di ribadire l’interesse nazionale dell’aeroporto di Comiso, oggi negato dallo stesso ministero attraverso una lettera inviata dal vice-ministro Mario Ciaccia.
“Per evidenziare la reale importanza dello scalo – annuncia Russo – ho formulato ieri al presidente Lombardo la proposta di dedicare l’aeroporto, di proprietà della regione siciliana, ad un eroe nazionale che renda rilevante e immediatamente percepibile la natura nazionale dell’infrastruttura, ovvero a Pio La Torre”.
Un segno forte, accompagnato da un documento che Russo ha chiesto di sottoscrivere, coinvolgendo gli enti territoriali, i rappresentanti delle principali associazioni di categoria e sindacali presenti al tavolo. Una presa di posizione decisa da parte dell’intero territorio per chiedere al governo di inserire lo scalo nell’accordo di programma nazionale che vede già numerosi altri aeroporti con l’assistenza al volo garantita da Enav. Nel documento ”si intimano e si diffidano il ministro dell’Economia ed il ministro delle Infrastrutture ad adottare con immediatezza il decreto interministeriale con il quale attribuire ad Enav i servizi di assistenza al volo”. Nel testo, inoltre, si fa presente che ”ogni ulteriore ritardo nell’adozione di tale decreto costituisce specifica ipotesi di danno erariale, come tale immediatamente segnalato alla Procura della Corte dei Conti”. ”La Regione – ha affermato Russo – trasferirà il documento al ministero dell’Economia affinche’ possa intervenire sulla questione in maniera precisa. Con esso si sollecitano gli esponenti del governo nazionale ad assumersi responsabilita’ precise, imposte dalla legge, tralasciando impostazioni non condivisibili e, in particolare, la qualificazione della natura ”non nazionale” dell’aeroporto di Comiso”.
La reiterata volontà da parte della Regione di intitolare lo scalo a Pio La Torre coglie di sorpresa lo stesso sindaco di Comiso, Giuseppe Alfano: “Una notizia che apprendo solo adesso e che riprende una questione per noi definitavemente accantonata dalla sentenza del Tar di Palermo da poco depositata. La giustizia amministrativa ha infatti dichiarato tale intitolazione illegittima ed errata. Perfettamente legittima invece – spiega Alfano – la revoca, avviata dalla mia amministrazione, della delibera della giunta Di Giacomo in cui si cambiava l’intitolazione originaria dello scalo. Qualcuno con questo nuovo gesto sta superando i limiti – conclude il sindaco di Comiso – venendo contro le legittime richieste di un intero territorio. Ricordo che la Regione non è assolutamente proprietaria dell’aeroporto, che resta del comune che rappresento, ma semplicemente del sedime”.
La presenza di alcuni presidi cittadini in viale del Fante ha caratterizzato la visita dell’assessore regionale alle Infrastrutture, chiamato a rispondere in modo concreto non solo per la vicenda aeroporto.
“Siamo qui oggi – spiega Pippo Gurrieri, Cub Trasporti – per affermare l’emergenza infrastrutturale in cui versa la provincia. Un territorio che ha subito l’operato di una classe politica subalterna sia a Roma che a Palermo. L’argomento portato oggi sul tavolo provinciale è l’emblema. La mancata apertura dello scalo comisano evidenzia una realtà più complessa, ovvero quella di una provincia privata di un opportuno raccordo ferroviario a servizio dei passeggeri, senza una strada di collegamento importante con il resto della regione, e a pochi chilometri dell’impianto Muos di Niscemi, le cui antenne interferiranno sui voli. Dall’incontro di oggi non ci aspettiamo nulla – conclude Gurrieri – poichè si tratta solo di una passerella pre-elettorale. Non sono questi i luoghi in cui si può decidere, ma sono palcoscenici inutili le cui spese sono a carico dei cittadini”.
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