Dopo la manifestazione, la città ancora più divisa. Cos’è successo ieri sera a Vittoria?

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

La manifestazione di ieri sera a Vittoria ha lasciato molti strascichi, tante domande e ben poche risposte. Nata come un’organizzazione spontanea di protesta in seguito alle nuove misure del DPCM (il quale, ricordiamo, prevede che ristoranti, bar, e attività di ristorazione in generale chiudano alle 18), ben presto ha assunto una dimensione diversa rispetto a quella iniziale.

Tutto è iniziato ieri sera intorno alle 21, in piazza Italia: un gruppo di commercianti si trovava a parlare, in modo assolutamente pacifico e ordinato, delle nuove misure del DPCM e dei problemi che avrebbe potuto causare alle loro attività. Un problema, tra l’altro, sentito praticamente in tutta Italia. Alcuni commercianti pensano di protestare, simbolicamente, con una passeggiata ben ordinata che avrebbe dovuto attraversare via Cavour per recarsi poi in piazza del Popolo. In via Cavour, però, il volto della protesta, cambia. Quasi tutti i commercianti vanno via e arrivano alcune persone, non commercianti, che hanno preso parte alla manifestazione.

Questi cittadini, però, non si sono limitati ad unirsi al corteo e a sostenere i commercianti con la loro presenza pacifica: piuttosto, hanno iniziato a strumentalizzare la protesta, fino a lanciare (pare fossero una quindicina di persone), bottiglie e qualche bomba carta nei confronti delle forze dell’ordine intervenute in abbigliamento anti sommossa e presenti durante tutta la vicenda, anche perché, in teoria, le proteste in questo momento possono avvenire in modo statico e senza passeggiate o cortei, per via delle normative anti-covid. Per fortuna, questi atti non hanno provato feriti. Sono stati più simbolici che altro.

Il corteo, infine, giunge a Piazza del Popolo. E qui, per motivi non chiari, una cinquantina di persone si reca sotto casa del candidato sindaco Francesco Aiello. Il candidato è uscito fuori dal portone, ha parlato con loro invitandoli alla calma e a tornare a casa. Poi, è ritornato presso la sua abitazione. Infine, un gruppo di persone si è recato presso la sede di Palazzo Iacono, bussando alle porte del comune (ovviamente vuoto).

Una protesta, dunque, nata per motivi più che legittimi, si trasforma in qualcos’altro. Tra l’altro, molte persone non indossavano neanche la mascherina, nonostante Vittoria sia la città in provincia con il più alto numero di contagiati. A Vittoria succede così: i video li abbiamo visti, con persone che avevano le mascherine abbassate, si assembravano in barba alle regole,  i toni, le parolacce, i contenuti della discussione. Una città in cui può succedere di tutto, dove si parte con un’iniziativa e in itinere, invece, diventa altro.

Foto: Davide Piloto

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it