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11 Ott 2011 12:32
Una mia amica è stata quattro giorni in visita a Roma. Al ritorno mi ha raccontato di aver trovato la capitale come sempre splendida (complice anche un bel tempo tipicamente autunnale, con la Villa Borghese in atmosfera dannunziana) ma purtroppo molto più sporca di soli qualche anno fa.
Nel suo giro aveva previsto di vedere la mostra su Lippi e Botticelli alle Scuderie del Quirinale (ha detto che è davvero molto bella) e la famosa Ara Pacis recentemente inglobata in una sorta di scatolone di vetro (secondo lei una soluzione non bellissima ma certamente funzionale per salvaguardare quello che è solo uno dei tantissimi monumenti della più bella città del mondo.
Non prevista nel giro, anche una visita ai Musei Vaticani e ovviamente (ovviamente perché sono in collegamento e il biglietto intero – costosissimo – consente di vedere tutto) anche alla Cappella Sistina. E dentro la chiesa con il capolavoro pittorico di Michelangelo Buonarroti la sorpresa che ha lascito interdetta la mia amica per il resto del viaggio.
Entrati nella celeberrima cappella dove vengono eletti i Papi, la mia amica si è messa in un angolo ed ha alzato la testa per ammirare il ciclo della Creazione dipinta, in cinque anni, dal maestro fiorentino. Dopo qualche minuto, il suo gruppo si è ricompattato (nella Cappella Sistina entrano migliaia di turisti e visitatori ogni giorno, per un totale di circa cinque milioni l’anno, ed è quindi facilissimo perdere di vista i compagni di viaggio) e tutti insieme si commentava la stupefacente bellezza della grande chiesa vaticana.
Chi ammirava i colori, chi le forme, chi le simmetrie, chi (ovviamente solo i più preparati) i simbolismi michelangioleschi. Insomma, tutti col naso all’insù e la bocca aperta, quasi schiacciati dalla potenza della pittura del maestro del Rinascimento. Una magica atmosfera aveva invaso tutto il gruppo (ma anche tutti gli altri visitatori in quel momento presenti nel tempio) e si stava così, fermi. Fin quando una bella signora di circa cinquantacinque anni ha chiesto – e per sopramercato lo ha fatto a voce alta, subito avvertita nel silenzio della Cappella – al suo vicino di posto: “Scusa caro, ma in questo momento dove ci troviamo esattamente?”.
Il suo amico, persona evidentemente di buon cuore e che ha compreso il momento forse di stanchezza della bella signora, ha gentilmente risposto: “Cara, ci troviamo all’interno della Cappella Sistina”.
A quel punto la mia amica, che non conosceva la bella cinquantenne che sconosce uno dei posti più famosi del mondo, ha chiesto all’altro: “scusa, ma chi è questa signora tua amica che non conosce la Cappella Sistina?”.
Pronta, e un po’ accigliata, la risposta dell’amico: “si tratta di una mia cara amica, di professione professoressa di religione”.
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