UN PULLMAN DI GIOVANI VOLONTARI IBLEI A LENTINI

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L’ultima sfida di “Libera Ragusa” si chiama “Cooperativa Beppe Montana” – cooperativa sociale intitolata al commissario catanese ucciso da Cosa Nostra a Palermo nel 1985 e che attualmente gestisce i terreni confiscati ai clan Riela e Nardo, tra le province di Catania e Siracusa.

La legge n. 109/96 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie prevede infatti l’assegnazione dei patrimoni e delle ricchezze di provenienza illecita a quei soggetti – associazioni, cooperative, Comuni, Province e Regioni – in grado di restituirli alla cittadinanza, tramite servizi, attività di promozione sociale e lavoro.

Organizzato da “Libera Ragusa” dunque, domenica 9 gennaio un pulman pieno di giovani volontari provenienti non solo dalla provincia di Ragusa ma anche da altre regioni d’Italia è partita per queste terre vicino Lentini a dare il proprio prezioso contributo e restituire dignità a luoghi strappati alla collettività dalla malavita.

La cooperativa sociale Beppe Montana si è costituita nel giugno 2010 ed è formata da quattro lavoratori selezionati tramite bando pubblico; fa parte delle cooperative “Libera Terra”, un progetto che coinvolge non solo i lavoratori della cooperativa stessa ma anche altre cooperative appunto e tutto il tessuto sociale economico ancora “sano” in cu operano – dagli agricoltori biologici fino alle strutture artigianali che effettuano la trasformazione dei prodotti -.

Questi cinquanta ragazzi, coscienti che il lavoro sia lo strumento più importante per promuovere l’antimafia sociale hanno toccato con mano l’incuria e lo stato disastroso in cui vertono quei terreni: aranceti soffocati da tonnellate di rovi, sentieri abbandonati e di cui non si intravedono neppure le fondamenta, costruzioni pericolanti.

Ognuno di questi giovani ha lavorato per tutto il giorno con la consapevolezza che l’unico interesse della mafia è quello di accumulare ricchezze e che se sono quelle ad essere colpite, allora della sua forza non rimane niente.

Lo scopo della Beppe Montana è naturalmente il recupero e la riqualificazione di questi terreni agricoli: «I terreni saranno coltivati in regime biologico – spiegano i soci – secondo le rispettive vocazioni tradizionali: dall’agrumeto, all’uliveto, dall’ortiva al seminativo. Prodotti come olio, conserve e farina saranno commercializzati col marchio Libera Terra, nel segno della creazione di opportunità di lavoro regolare e di produzioni di qualità, espressioni della ricchezza produttiva del territorio».

Ogni anno su questi terreni si svolgono i campi di volontariato internazionale con giovani provenienti da ogni parte del mondo. (m.c.)

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