Tanti visitatori nei due eventi culturali di Ragusa

Tra le tante – e tutte meritorie – mostre che tradizionalmente sono state allestite in città durante le vacanze natalizie, due sono degne di segnalazione anche perché prossime alla conclusione.

Chiuderà infatti i battenti domenica 2 gennaio la seconda edizione di”Questo l’ho visto io”, la mostra-concorso di fotografie realizzate dai dipendenti della Banca Agricola Popolare di Ragusa. La mostra – organizzata dalla sezione Cultura del dopolavoro dei bancari – è stata inaugurata lo scorso 18 dicembre nei bassi del Palazzo Cosentini in Piazza della Repubblica ad Ibla, e raccoglie quasi duecento foto tra la sezione “tema libero” e la sezione “il ritratto”. Ottimo il successo di pubblico per questa iniziativa aperta a tutti i visitatori che potranno ammirare – almeno secondo il professore Vito Campo, fotografo professionista noto in tutta Italia che ha presieduto la giuria per l’assegnazione dei premi alle foto ritenute migliori – scatti di ogni tipo, a colori e nel classico bianco/nero.

Chiuderà invece domenica 9 gennaio la mostra antologica dedicata a Giovanni Biazzo, scultore e pittore ragusano scomparso ora sono venticinque anni.

Nella Sala Borsa “Pippo Tumino” della Camera di Commercio in via Natalelli, è possibile avere una panoramica di gran parte della produzione artistica del professore Biazzo, per tanti anni insegnate di Belle arti e, nella parte finale della sua vita – a causa di quella mancanza della vita creativa da lui stesso denunciata – dedito al commercio antiquario di alta qualità, all’epoca unico in provincia di Ragusa.

Nella storica sala dell’ente camerale sono raccolte lungo le pareti decine e decine di chine, pastelli e carboncini dell’artista ibleo intimo di Vann’Antò, per il quale realizzò le chine inserite nell’opera “A Pici” del 1958 (ed oggi di proprietà della Fondazione Cesare e Doris Zipelli della Banca Agricola Popolare di Ragusa). E con esse le famose sculture di Biazzo, dalle grandi opere in roccia asfaltica alle piccolissime statue in cera nera passando per una serie di venti piastrelle in terracotta dedicate alla Resistenza che da sole meritano la visita alla mostra antologica. (Hicsuntleones)

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