RIPOSIZIONARE IL SUD NEL NUOVO SCENARIO GLOBALE

Gli avvenimenti della Libia e gli altri drammatici eventi che caratterizzano il Mediterraneo sono giunti ormai ad un punto di svolta : la comunità internazionale, troppo a lungo distratta ed esitante, sembra volersi far carico non solo militarmente della stabilità e degli assetti futuri di quest’area cruciale del mondo.

Il Sud dell’Italia assume sempre più una posizione centrale, non solo per la pressione migratoria e la strategicità delle basi che vi sono ubicate, ma soprattutto per il ruolo che può svolgere negli equilibri e nello sviluppo futuri, quando l’Africa potrà finalmente esprimere il suo enorme potenziale di sviluppo, il Mediterraneo sarà ancora di più il centro degli scambi Est-Ovest e Nord-Sud e l’Europa smetterà di isolarsi.
Per essere protagonisti in questo prossimo scenario urge la ricostruzione della classe dirigente siciliana ed un progetto di rilancio della Sicilia, distrutte dall’ultimo catastrofico governo. Occorre indicare un itinerario di ripresa orientato sul Mediterraneo, nel quale le aree metropolitane più vivaci del Mezzogiorno assumano il ruolo di perno dello sviluppo.
Ciò richiede consapevolezza e credibilità dei gruppi dirigenti, l’efficienza di nuovi strumenti di governance regionale e locale e un’adeguata infrastrutturazione moderna, soprattutto logistica.
Per questo sta lavorando un gruppo di politici e di esperti, animati dalla volontà di voltare pagina dopo la catastrofe Crocetta senza cadere nella brace della mera protesta distruttiva, ma proponendo invece il progetto del Mezzogiorno di domani alle espressioni politico-istituzionali che vorranno realizzarlo.
Non ne fanno parte deputati regionali, di fatto complici del fallimento della Regione, compresi i 5 Stelle e le altre “opposizioni”, che fingono inutili mozioni di sfiducia invece di dimettersi per porre fine all’agonia dell’autonomia speciale che soffoca la Sicilia.
Si mira invece a valorizzare le esperienze positive emergenti dai Comuni e nelle Città metropolitane, per ricostruire l’indispensabile credibilità delle classi dirigenti meridionali e fondare su di esse una nuova efficiente autonomia territoriale, strutturata con i nuovi strumenti dei “Dipartimenti regionali”               -sostitutivi di decrepite Regioni e Province- e riuniti in Macroregioni, secondo la documentata mappa predisposta per conto della Presidenza del Consiglio dalla benemerita Società Geografica Italiana.
Ne discuteranno sabato a Catania giornalisti, politici, esperti di varie Universita’,  rappresentanti di categorie produttive e di governi locali, fra cui i giovani  vicesindaci metropolitani di Bari, Catania e Reggio Calabria., accomunati oggi dalla stessa matrice culturale e politica nel Centro Democratico, il piccolo partito (13 deputati) di Bruno Tabacci, componente critica e stimolante del centro-sinistra.
Può iniziare un percorso nuovo di sviluppo per la Sicilia ed il Mezzogiorno, da riposizionare nel Mediterraneo con un’adeguata moderna infrastrutturazione logistica (Ponti, porti, ferrovie capaci e veloci, strade moderne, hub aeroportuale mediterraneo etc.) che attragga anche la finanza internazionale.
Solo così si potrà accelerare la ripresa dell’Italia -altrimenti lenta e zoppa- e invertire il declino e l’isolamento dell’Europa, per proiettarle verso i nuovi centri propulsori dello sviluppo globale, tutti posti a sud.

   
 
 

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