ACCORDO SPM

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Visto che nei giorni scorsi sono apparsi comunicati–stampa (dall’amministrazione e da altri soggetti) sull’argomento, al fine di fornire una chiara definizione di quanto sta avvenendo, quanto mai opportuno ci sembra inserire l’accordo sulla SpM, sottoscritto dalle parti davanti al CPL di Ragusa il 28 marzo scorso, dentro il contesto complessivo di interventi che occorrerà operare per le partecipate del Comune di Modica. Come ben si sa, quest’ultimo ha la esclusiva partecipazione in due Società, la SpM e la Modica Multiservizi, questa in regime di liquidazione e che ad oggi mantiene in affidamento soltanto il servizio delle soste a pagamento (strisce blu) ove sono impiegate 13 unità.

            Essendo due le società partecipate, il primo accordo sottoscritto altro non è se non il primo tassello di  un più ampio piano di interventi, che dovrà contemplare anche altre misure a tutela dei lavoratori dell’altra partecipata. Pertanto, siamo ancora all’abbrivio di una -riteniamo- complessiva strategia sindacale, basata su specifici interventi sulle partecipate che non iniziano e neanche finiranno con l’accordo del 28 marzo scorso.

            Esprimiamo come Cgil un giudizio positivo sull’accordo sulla Spm, che ha visto recepire, in luogo dei licenziamenti promossi dalla Società, dopo un lungo confronto di alcuni mesi, dall’Amministrazione comunale  quasi tutte le proposte della nostra organizzazione, tese a mettere, in maniera strutturale, in sicurezza  la Società e il destino lavorativo di 94 famiglie.

            Abbiamo proposto, e così è stato nell’accordo, di applicare in maniera marginale lo strumento dell’assegno di solidarietà di cui all’art. 31 del Decreto legislativo n. 148/2015, perché abbiamo ritenuto che non era accettabile intaccare massicciamente il reddito dei dipendenti, già notevolmente sottoposto a contrazione da 2 anni di cassa integrazione in deroga, ma soprattutto perché tale misura dell’assegno di solidarietà sarebbe stata solo una soluzione tampone, senza l’attivazione di misure di impostazione strutturale, tali da creare le condizioni minime per una tenuta pluriennale  della Società. Per questo abbiamo proposto di incentrare e dare prevalenza  agli interventi massimali basati sulla possibilità di porre in pre-pensionamento incentivato quanto più lavoratori possibili, così da alleggerire permanentemente il peso del costo del lavoro per la Società.         Per onestà di cronaca, invero non va dimenticato che la Cgil già nel marzo del 2014 sottoscrisse con l’attuale Amministrazione un accordo per i pre-pensionamenti, rimasto poi lettera morta, nel senso che l’Amministrazione stessa non diede seguito a quanto sottoscrisse. Certo che se quell’accordo fosse stato reso esecutivo, a distanza di tre anni le economie fatte sarebbero state  di grande entità.

            Abbiamo chiesto ed ottenuto la misura dell’esodo extra-aziendale incentivato per i lavoratori disponibili, perché anche questo strumento, se attivato e speriamo che lo sarà, costituisce una scelta di strategia strutturale nell’ottica di contenere ulteriormente il costo del lavoro che incide per il 90% sul bilancio della Società.

            Abbiano chiesto e ottenuto il formale impegno dell’Amministrazione  di avviare un percorso concertativo con la ditta che si aggiudicherà il servizio delle soste a pagamento, per far si di trasferirle in regime di distacco, quindi mantenendo lo status di dipendenti di una società pubblica,  6/8 lavoratori della Spm, per tutta durata dell’appalto. Altra misura di riduzione dei costi in capo alla Società.

            Non siamo riusciti ad ottenere, e quindi di inserire nell’accordo, la nostra proposta di attribuire la direzione della Spm ad una APO (posizione organizzativa) dell’ente –comune. Ciò avrebbe procurato un risparmio superiore a cinquanta mila euro l’anno.  Ecco qui noi abbiamo trovato un muro insormontabile, eppure pensiamo che anche su questa misura-scelta politico-gestionale la Giunta comunale abbia commesso un grossolano errore di valutazione e di strategia.

            Ma ancora il percorso non è concluso, perché non siamo d’accordo come Cgil che i dipendenti  (13 unità) dell’altra Società (Modica-Multiservizi) vengano definitivamente trasferiti alla ditta aggiudicataria dell’appalto del servizio delle soste a pagamento, che nei prossimi giorni vedrà l’apertura delle offerte. Da qui avrà avvio l’altro tassello vertenziale che la Cgil intende porre in azione già dai prossimi giorni. Da almeno un anno sulle modalità di esternalizzazione del servizio delle soste a pagamento come organizzazione abbiamo avanzato all’Amministrazione una proposta che mette insieme privatizzazione del servizio e tutela dei lavoratori. Il nostro auspicio che su questo l’Amministrazione abbia l’apertura sufficiente per addivenire anche qui ad un accordo di livello.

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