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MATERIALI SPIAGGIATI INCENDIATI SUL LITORALE DI SCICLI
04 Apr 2017 15:42
Sono trascorsi 70 giorni dal 22 gennaio, data dell’eccezionale evento piovoso che ha comportato lo spiaggiamento sul litorale di Scicli, e in piccola parte di Ragusa e di Modica, di grandi quantità di materiali organici e di rifiuti antropici improvvidamente abbandonati negli alvei dei torrenti. In questo lungo periodo, il materiale ormai disseccato è stato dato alle fiamme per ben due volte, con gravi e sconsiderati atti illeciti (di notevoli implicazioni ambientali), salvo diverse valutazioni degli organi inquirenti. I residui di combustione dovranno essere asportati con particolare cura dalla sabbia alla quale sono frammisti, operazione che si aggiunge al già previsto allontanamento del materiale spiaggiato.
Sin dal giorno appresso all’evento piovoso, e praticamente sino al 2 marzo, data di pubblicazione della nota ordinanza sindacale di divieto di fruizione e di transito in spiaggia, in quasi tutto il litorale le canne erano state separate dai rifiuti antropici grazie alla spontanea mobilitazione di centinaia di volontari, giovani migranti compresi, questi ultimi grazie a un protocollo fra Legambiente e Prefettura di Ragusa. I rifiuti antropici venivano allontanati grazie all’opera di coordinamento e di supporto esercitata dall’Assessorato Ecologia di Scicli, assessore Lino Carpino.
Per favorire l’asportazione del materiale spiaggiato con i minori costi possibili, dalla stampa rileviamo come in un primo momento venisse sostenuta dalle istituzioni sciclitane la tesi delle canne come “sottoprodotto”, purtroppo senza trovare accoglienza. Successivamente, Legambiente argomentava in maniera circostanziata, con una nota inviata agli organi regionali, la possibilità di trattare i materiali come compostabili previa triturazione in aree vicine ai punti di prelievo, ispirandosi all’ex art. 183 del Codice Ambientale e al caso assai frequente delle alghe posidonie spiaggiate. Al temine della riunione tenutasi il 14 marzo a Palermo presso la Protezione Civile regionale, tutto il materiale spiaggiato veniva definito “rifiuto” e il compito di intervenire per asportarlo dalla spiaggia era posto in capo all’ATO SRR di Ragusa.
Il 17 marzo i Circoli Iblei di Legambiente ribadivano con una nota congiunta inviata alle istituzioni regionali, e in copia alle istituzioni locali, tutta la loro contrarietà in merito alla decisione presa in conferenza di servizi e chiedevano che le canne e gli altri materiali ancora presenti sui litorali venissero eliminati al più presto e comunque entro Pasqua, momento di inizio del grande afflusso turistico lungo le coste Iblee.
Stante la situazione che si è venuta a creare alla data odierna con la permanenza dei materiali sul litorale di Scicli, il divieto di fruizione e di accesso alla spiaggia dei 2 marzo ancora vigente, il deterioramento ambientale connesso agli incendi e al materiale residuato, la nostra volontà di contribuire ad approntare per tempo ove necessario operazioni di volontariato, con la necessità di scongiurare ulteriori danni ambientali e, non ultimo, i rischi di infortunio a danno di turisti e visitatori specie se di altre nazionalità, il Circolo Legambiente Kiafura di Scicli, CHIEDE all’ATO SRR Ragusa di procedere con la massima celerità al previsto intervento di pulizia delle spiagge e, in ogni caso, di voler comunicare sia la data di inizio delle operazioni, compresa l’asportazione dei residui delle combustioni, sia tempi, fasi e procedure con le quali verranno effettuate le operazioni di rimozione, di trasporto e di abbancamento in discarica o di trattamento, i relativi costi e a carico di chi questi costi graveranno ovvero, al di là delle sigle, se verranno posti sui cittadini di Scicli o sull’intero bacino dell’SRR e in quali percentuali di ripartizione. Il Circolo Kiafura rimane a disposizione della comunità, istituzioni e cittadini, per la tutela della salute e dell’ambiente di Scicli.
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