Il protocollo tra Sicindustria e Asp entra nella fase operativa: una ventina di aziende iblee aderenti, 1.200 lavoratori coinvolti e fino a 4.000 persone con i familiari.
VIDEO – CASO LORIS, “NERO” APPROFONDISCE LA VICENDA E SI SCOPRE L’AGONIA DEL PICCOLO
12 Mag 2017 11:13
“L’agonia di Loris Stival, dovuta all’asfissia, è durata tantissimo, dai 40 secondi e forse fino ad un minuto e mezzo. Sembrano pochi secondi ma è in pratica un’eternità”. E’ uno dei passaggi del medico legale Pippo Iuvara che ha svolto l’autopsia sul corpo del bambino di Santa Croce Camerina che, come ha appurato il tribunale, sarebbe stato ucciso con delle fascette di plastica al collo dalla madre Veronica Panarello che si sarebbe poi disfatta del corpo lasciandolo nel vallone dove è stato poi ritrovato.
Una ricostruzione agghiacciante, degli ultimi attimi di vita del piccolo Loris, al centro della meticolosa ricerca che ha svolto la giornalista Sonia Iacono nella nuova puntata di “Nero”, i fatti dietro la notizia, la trasmissione in onda il martedì sera su Videoregione, la tv siciliana la cui testata giornalistica è diretta da Salvatore Cannata. “Nero”, con le immagini e la regia di Gianni Lucifora, e con un linguaggio nuovo per quanto attiene le produzioni locali, ha puntato questa volta il suo obiettivo verso la controversa storia di Loris a poco più di un anno e mezzo dalla sua scomparsa avvenuta il 29 novembre 2014.
Una ricostruzione che Sonia Iacono fa offrendo al telespettatore, passo dopo passo, la verità processuale dei fatti, raccontando anche dal punto di vista umano, il travaglio che hanno subito i protagonisti diretti e indiretti di questa brutta storia dal padre di Loris, ai nonni, al cacciatore, inizialmente accusato di essere l’orco bruto, alla stessa Veronica. E per la prima volta parla anche il pm Marco Rota con una ricostruzione puntuale dei fatti e soprattutto degli interrogatori, a volte lunghissimi, di Veronica in tribunale. Parole e versioni in continuo cambiamento, che non hanno convinto i magistrati fino a scovare pian piano pezzi di una verità sconcertante ed inimmaginabile. La puntata di “Nero” dedicata al caso Loris, con la testimonianza in video della giornalista Giada Drocker, sarà replicata questo sabato sera 13 maggio alle 21,15 e poi sarà caricata sul canale youtube di Videoregione. La versione integrale della puntata sarà successivamente presente anche sulla home di www.ragusaoggi.it e sulle pagine interne del nostro sito. Intanto guardate uno spezzone della trasmissione tv con il passaggio cruciale delle dichiarazioni del medico legale.
GUARDA IL VIDEO
https://youtu.be/nRU-KjeAcLU
Le tappe del caso Loris
Queste le date delle tappe principali di indagini e inchiesta sull’omicidio di Loris Stival.
29 novembre 2014: la madre, Veronica Panarello, denuncia la scomparsa del figlio, dice di averlo accompagnato a scuola e di non averlo trovato all’uscita del circolo didattico Falcone-Borsellino. Prima di sera il cadavere del piccolo Loris viene trovato in un canalone a Santa Croce da Orazio Fidone, il ‘cacciatore’.
1 dicembre 2014: l’autopsia rivela che Loris è stato strangolato, forse con fascette elettriche. Gira l’ipotesi di un ‘orco’, ma non ci sono riscontri medico legali e la tesi sarà poi smentita dalla Procura di Ragusa.
3 dicembre 2014: dai video di telecamere di sicurezza emergono le incongruenze nei racconti della madre del bambino.
9 dicembre 2014: Veronica Panarello è fermato per l’omicidio del figlio e l’occultamento del cadavere. Lei si proclama innocente e continua a ripetere: “l’ho accompagnato a scuola”.
12 dicembre 2014: il Gip di Ragusa, Claudio Maggioni, convalida il fermo dell’indagato e dispone che la donna resti in carcere 3 gennaio 2015: il Tribunale del riesame di Catania conferma l’ordinanza del Gip di Ragusa, la madre di Loris deve rimanere in carcere
29 maggio 2015: la Cassazione ribadisce i “gravi indizi di colpevolezza” e rigetta la richiesta di scarcerazione di Verona Panarello.
10 novembre 2015: Per la prima volta Veronica cambia versione e ammetta di non aver portato il figlio a scuola, ma di non ricordare cosa è accaduto.
17 novembre 2015: la madre di Loris dice che il figlio è morto per un incidente mentre giocava con le fascette elettriche a casa.
3 dicembre 2015: Veronica accede al giudizio abbreviato condizionato a perizia psichiatrica.
14 dicembre: prima udienza del processo
11 febbraio 2016: è la svolta ‘ufficiale’ nelle versioni di Veronica Panarello che davanti ai Pm, dopo averlo fatto in carcere il mese prima davanti a assistenti e psicologi, accusa il suocero Andrea Stival, che avrebbe ucciso Loris perché aveva scoperto che eravamo amanti.
17 febbraio 2016: il nonno di Loris è indagato per omicidio in concorso.
3 marzo 2016: Andrea Stival interrogato dai Pm nega tutto.
7 giugno 2016: la perizia psichiatrica parla di personalità dice che Veronica dimostra una “personalita’ non armonica”, ma era ed è “capace di intendere e volere”.
3 ottobre 2016: la Procura di Ragusa chiede al Gup Andrea Reale la condanna dell’imputata a 30 anni di reclusione per omicidio premeditato aggravato e occultamento di cadavere 17 ottobre 2016: il Gup di Ragusa, Andrea Reale condanna Veronica Panarello a 30 anni per l’uccisione del figlio Loris
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