Riparte un’opera attesa da anni nel territorio ibleo. L’ASP di Ragusa ha dato il via libera definitivo ai lavori per la realizzazione del Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) di Pozzallo, con l’adozione della delibera n. 907 del 24 aprile. Un passaggio decisivo che consente di riavviare il cantiere dopo lo stop seguito alla risoluzione del […]
Vittoria: il trionfo del cemento sulla natura? La strage di alberi in Piazza Cavour a Scoglitti accende la polemica
16 Feb 2025 19:24
L’associazione ambientalista Fare Verde Vittoria lancia l’allarme e denuncia una strage di alberi , con la giustificazione di un progetto di riqualificazione. Si tratta dei pini adulti di Piazza Cavour a Scoglitti, sacrificati in nome di un restyling che, a detta dell’amministrazione comunale, dovrebbe migliorare l’area e rappresentare un modello di gestione del verde pubblico che appare ormai consolidato. Un copione già, denuncia l’associazione, visto in altre aree della città, dove cemento e design urbano prevalgono sulle esigenze ambientali e sul diritto dei cittadini a vivere in spazi più verdi e salubri.
Un’idea di città in dissonanza con la visione green
Mentre molte città italiane ed europee puntano sul rimboschimento e sulla tutela del verde urbano, a Vittoria si assiste all’ennesima operazione di spoliazione ambientale. Fare Verde Vittoria sottolinea come questo approccio sia in netta controtendenza rispetto alle politiche adottate altrove, dove la lotta ai cambiamenti climatici e la qualità della vita spingono le amministrazioni a proteggere e ampliare il patrimonio arboreo.
Una richiesta di stop e un piano di compensazione
L’associazione chiede a gran voce un immediato ripensamento della gestione del verde cittadino, un cambio di rotta che tenga conto delle istanze dei cittadini e delle direttive ambientali che sempre più città stanno adottando. Al centro delle richieste c’è una programmazione chiara e vincolante per la compensazione degli alberi abbattuti: piantare nuovi alberi per sostituire quelli eliminati dovrebbe essere una regola inderogabile, non un’opzione. Il rischio, oltre al danno ambientale immediato, è quello di un danno culturale a lungo termine: se le nuove generazioni crescono in una città sempre più spoglia di verde, quale sarà il loro rapporto con la natura e la sostenibilità?
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