Alla vigilia del Primo Maggio la CGIL Ragusa lancia l’allarme: “Lavoro povero, salari bassi e sicurezza. Serve una svolta”

In occasione del Festa dei Lavoratori, la CGIL di Ragusa rilancia l’allarme sulle condizioni del lavoro nel territorio ibleo, denunciando precarietà diffusa, salari bassi e criticità strutturali che incidono sulla qualità della vita dei lavoratori.

A intervenire è il segretario generale provinciale Giuseppe Roccuzzo, che invita istituzioni e parti sociali a una riflessione “non più rinviabile” sulle reali condizioni del mercato del lavoro.

“Numeri positivi, ma realtà fragile”

Secondo Roccuzzo, celebrare il lavoro oggi non può ridursi a una ricorrenza simbolica. Dietro i dati sull’occupazione si nasconde infatti una situazione definita strutturalmente fragile, caratterizzata da contratti instabili, salari inadeguati e diritti spesso indeboliti.

Una condizione che, nel territorio ragusano, assume contorni ancora più evidenti.

Ragusa tra i redditi più bassi d’Italia

Il segretario CGIL richiama anche i dati economici più recenti, evidenziando come la provincia si collochi tra le aree con i livelli retributivi più bassi del Paese.

Una condizione che, sottolinea, non rappresenta solo un divario statistico ma una difficoltà quotidiana concreta per lavoratrici e lavoratori, spesso impossibilitati a garantire un’esistenza dignitosa attraverso il proprio reddito.

Pendolarismo e infrastrutture: il peso del territorio

Tra le criticità evidenziate anche la carenza di infrastrutture e servizi adeguati, che rende il pendolarismo una necessità quotidiana per molti lavoratori.

Una condizione che comporta costi economici e personali significativi, tra tempo sottratto, fatica e rischi legati agli spostamenti, elementi spesso esclusi dalle statistiche ufficiali ma centrali nella vita reale dei lavoratori.

Sicurezza sul lavoro ancora insufficiente

Un altro punto critico riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro. Gli episodi di infortuni e le difficoltà nella prevenzione evidenziano, secondo la CGIL, un sistema ancora fragile, anche a causa delle risorse limitate degli organismi di vigilanza.

“Il lavoro è dignità, non statistica”

Nel suo intervento, Roccuzzo sottolinea come il Primo Maggio debba diventare un momento di verità e confronto reale sulle condizioni del lavoro, non solo una celebrazione formale.

La CGIL di Ragusa chiede interventi concreti: contrasto al lavoro povero, aumento dei salari, rafforzamento dei diritti, investimenti in sicurezza e infrastrutture.

Il lavoro, conclude il segretario, “non può essere ridotto a una variabile statistica, ma deve tornare a essere il fondamento della dignità delle persone e della coesione sociale”.

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