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Venti ragusani diventano vigili urbani a Palermo
30 Dic 2025 09:34
Venti ragusani su 107 nuovi vigili urbani assunti dal Comune di Palermo. Un dato che colpisce e che racconta molto più di una semplice procedura concorsuale. Racconta una Sicilia che si muove, anche al proprio interno, alla ricerca di stabilità lavorativa, opportunità professionali e certezze che spesso il territorio di origine non riesce a garantire. All’incontro hanno preso parte durante la giornata di ieri il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, l’assessore alla Polizia municipale Dario Falzone e il comandante del Corpo Angelo Colucciello. Le nuove assunzioni rientrano in un piano complessivo che porterà all’ingresso di 104 agenti, selezionati da graduatorie di idonei di altri Comuni italiani. Al momento sono già 77 gli agenti che hanno firmato il contratto, mentre i restanti completeranno l’iter entro la fine dell’anno.
La recente assunzione di 107 nuovi agenti di Polizia municipale a Palermo – resa possibile anche grazie al Decreto Sicurezza – ha portato alla ribalta un fenomeno poco raccontato ma sempre più evidente: la migrazione interna siciliana per motivi di lavoro. Tra i nuovi vigili urbani, ben 20 provengono dalla provincia di Ragusa, un numero significativo che rappresenta quasi un quinto del totale degli assunti. Dal punto di vista operativo, il comandante Angelo Colucciello ha spiegato che, dopo la firma dei contratti, i nuovi vigili saranno avviati ai corsi di formazione e alle visite mediche previste. L’obiettivo è renderli pienamente operativi entro i primi tre mesi del 2026, garantendo un inserimento graduale ma efficace nei servizi.
Un dato curioso sotto due aspetti. Il primo è numerico: Ragusa è il territorio che, insieme a pochi altri, fornisce il contingente più consistente di nuovi agenti al capoluogo regionale. Il secondo è sociologico: non si tratta di una migrazione verso il Nord o fuori dall’isola, ma di uno spostamento interno, da una provincia periferica verso una grande città siciliana, dove il pubblico impiego torna a rappresentare una delle poche forme di occupazione stabile.
Dietro quelle venti divise ci sono storie di giovani e meno giovani che hanno superato un concorso pubblico, spesso dopo anni di studio, sacrifici e precarietà. Professionisti formati a Ragusa che oggi mettono le proprie competenze al servizio di Palermo, rafforzando un corpo di Polizia municipale che per anni ha sofferto carenze di organico e blocchi del turn over.
Ma c’è anche un’altra chiave di lettura, più prospettica. Le attuali norme sulla mobilità nel pubblico impiego potrebbero, nei prossimi anni, consentire ad alcuni di questi agenti di rientrare nei territori di origine. Un’ipotesi che alimenta una speranza silenziosa: quella di tornare a Ragusa con un contratto stabile, un’esperienza professionale consolidata e una prospettiva di vita più vicina alle proprie radici.
Foto: Giornale di Sicilia
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