Riparte un’opera attesa da anni nel territorio ibleo. L’ASP di Ragusa ha dato il via libera definitivo ai lavori per la realizzazione del Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) di Pozzallo, con l’adozione della delibera n. 907 del 24 aprile. Un passaggio decisivo che consente di riavviare il cantiere dopo lo stop seguito alla risoluzione del […]
VECCHIO E NUOVO AFFARISMO NELLA OPERAZIONE OLD TOWER
03 Ago 2010 15:50
L’Operazione Old Tower condotta brillantemente dalla Guardia di Finanza merita una attenzione che le Istituzioni cittadine, sempre pronte a esprimere solidarietà, non hanno questa volta, chi sa perché, minimamente attenzionato. Disattenzione dovuta a che cosa? Alla calura ferragostana o alla pesantezza della questione che rimanda a storie rimaste per troppo tempo in immersione nella consapevolezza dell’opinione pubblica provinciale e regionale? Già il Prefetto Antimafia Dott. De Francesco aveva segnalato in maniera forte la presenza di esponenti mafiosi nel triangolo Acate-Vittoria-Comiso, trasmigrati in questi territori a partire dagli anni ’60, che lentamente avevano messo le mani su vaste aree di produzione agricola importanti della piana e della Valle del Dirillo. Allora si disse “ le mani della mafia” sulle terre e sui pozzi, e la denuncia fu una pietra gettata nello stagno di processi complessi e di grande rilevanza: per decenni l’Assessorato Agricoltura è stato uno sportello finanziario aperto anche a questi gruppi. Milioni di euro sono andati a sostenere il radicamento nei territori dei capisaldi mafiosi che, a rete, colonizzavano le campagne, stabilivano le piazzeforti di una occupazione piena della Sicilia in tutte le sue angolazioni territoriali, prendevano possesso dei punti di snodo di quella grande ricchezza che la Sicilia si accingeva a riversare, attraverso l’agricoltura trasformata, del vigneto, dell’agrumeto, delle serre, della zootecnia, nell’economia nazionale, presidiando i confini dello sviluppo commerciale che è rimasto nei fatti vecchio, obsoleto, povero di associazionismo, proprio a causa del condizionamento mafioso che le strutture di commercializzazione hanno assorbito e naturalizzato. Su questi aspetti il Giudice Dott. Sica, successore del Dott. De Francesco, segnalò in modo risentito l’esistenza di “buchi neri”, di zone franche, che meritavano una diversa attenzione da parte di tutti. Ma, a parte qualche spunto di tanto in tanto, riassorbito da assurde, tanto rassicuranti quanto interessate, anticipazioni sul “falso allarme” procurato, la grande questione della misura e della dimensione della contaminazione mafiosa dell’economia di questa parte dell’Isola, è rimasta sempre un oggetto misterioso, una cattiveria denigratoria del valore del nostro territorio: se la mafia c’è è meglio non parlarne; le cronache provinciali riportano ampiamente questa forma di strabismo di tanti politici e di tanti amministratori. I Salvo fecero epoca a Torre Vecchia. E quell’epoca sembrava finita. E invece no.Le indagini della Guardia di Finanza scoprono le trame della continuità tra vecchio e nuovo, tra Old Tower e nuove realtà imprenditoriali: questa operazione è importante non solo per le cose evidenti che ho ritenuto di dovere rimarcare, ma soprattutto per lo scenario inquietante che apre sulla utilizzazione dei Fondi Europei, che in gran parte sono stati finalizzati a rilanciare vecchi sodalizi mafiosi, magari travestiti di nuove managerialità. Per questo l’agricoltura affonda e muore e molti invece si sono arricchiti. Questa operazione dovrebbe indurre la politica più attenta a dire: Stop ai bandi comunitari, che hanno sostituito in pieno le vecchie pratiche spartitorie e finanziarie che hanno dominato per cinquanta anni all’Assessorato Agricoltura della Regione. Lì sono le radici del disastro attuale. Ma, se una operazione di questo tipo viene oggi condotta, con coraggio e precisione, dalla Guardia di Finanza e dalla Magistratura Iblea, vuol dire che le speranze dei lavoratori e degli imprenditori onesti non sono illusioni disperate, che la grande abbuffata sulla pelle dei produttori e delle Istituzioni può essere fermata, e sarà un giorno felice per chi lavora nelle campagne siciliane e di tutto il Mezzogiorno. Ora bisogna evitare il rischio dei contraccolpi, dei ricatti ai territori,dei licenziamenti, delle chiusure delle aziende: forse questa preoccupazione è alla base del silenzio istituzionale su una delle più importanti operazioni che la Guardia di Finanza ha condotto nella Sicilia Sud orientale da moltissimi anni a questa parte.
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