Riparte un’opera attesa da anni nel territorio ibleo. L’ASP di Ragusa ha dato il via libera definitivo ai lavori per la realizzazione del Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) di Pozzallo, con l’adozione della delibera n. 907 del 24 aprile. Un passaggio decisivo che consente di riavviare il cantiere dopo lo stop seguito alla risoluzione del […]
Spiagge libere sotto assedio nel Ragusano: scontro a Ragusa e Pozzallo tra concessioni, lidi e diritto al mare
01 Mag 2026 19:41
RAGUSA – Il mare come bene comune, la sabbia come spazio di libertà, il litorale come patrimonio da difendere. Nel cuore della primavera esplode nel Ragusano una nuova stagione di polemiche sulle spiagge libere e sulle concessioni demaniali. Da Marina di Ragusa a Pozzallo, passando per Passo Marinaro, si alza il livello dello scontro politico e ambientale tra chi chiede più spazi pubblici e chi spinge per ampliare le attività balneari.
Un confronto acceso che arriva alle porte della stagione estiva e che tocca un tema sempre sensibile: chi ha diritto al mare.
Ragusa, Legambiente dice no a modifiche del PUDM
A Ragusa interviene con toni netti Legambiente Ragusa, che si oppone a qualsiasi ipotesi di modifica del PUDM, il Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali Marittime.
Secondo l’associazione ambientalista, eventuali cambiamenti che allarghino le concessioni private andrebbero a ridurre ulteriormente gli spazi di libera fruizione e ad allentare le tutele ambientali.
Legambiente richiama anche una sentenza della Corte Costituzionale del 2022, che ha ribadito il valore dei PUDM non solo come strumenti di regolazione economica del litorale, ma anche di tutela del paesaggio e garanzia dell’accesso collettivo al mare.
L’associazione definisce irricevibili le richieste di nuovi spazi per concessioni stagionali, sostenendo che le uniche aree disponibili siano quelle già previste dal piano vigente: 122 metri di fronte mare a Marina centro e 19 metri a Punta Braccetto.
Nel mirino anche la situazione di Passo Marinaro, dove Legambiente chiede verifiche sulle occupazioni di porzioni di spiaggia e denuncia la lenta distruzione del sistema dunale ancora esistente.
Il messaggio è chiaro: la spiaggia appartiene a tutti e non può trasformarsi in una sommatoria di recinti privati.
Il Partito Democratico in piazza a Marina di Ragusa
Sul fronte politico, il Partito Democratico di Ragusa annuncia una iniziativa pubblica in Piazza Torre a Marina di Ragusa domenica 3 maggio, alla vigilia del dibattito in Consiglio comunale sul regolamento spiagge.
I dem parlano del rischio di una progressiva riduzione delle spiagge libere e rilanciano la campagna “Marina resta libera”.
Secondo il PD, negli ultimi anni l’aumento delle autorizzazioni provvisorie avrebbe alterato l’equilibrio tra concessioni e spazi pubblici, arrivando a interessare anche zone storicamente destinate all’uso collettivo, come quelle davanti a Piazza Torre.
La proposta del partito punta a regole più chiare, coerenti con il PUDM, tutela effettiva delle spiagge libere e uno sviluppo turistico sostenibile e accessibile.
Pozzallo, nuova bufera su Pietrenere
Ma la battaglia sul mare non riguarda solo Ragusa. Anche a Pozzallo il tema delle concessioni balneari continua a infiammare il dibattito pubblico.
A intervenire stavolta è Sinistra Italiana Pozzallo, che attacca duramente il sindaco e l’amministrazione sulla gestione della spiaggia Pietrenere e sulla rimodulazione del PUDM.
Nel comunicato si parla di omissioni politiche, di responsabilità scaricate su altri e di una gestione contraddittoria della vicenda. Al centro delle critiche la mozione di indirizzo approvata in Consiglio comunale il 25 febbraio 2025 e successivamente recepita dalla giunta.
Secondo Sinistra Italiana, Pozzallo starebbe subendo l’ennesimo “scippo” di un bene comune, con il progressivo restringimento della spiaggia libera a favore di logiche speculative.
Il movimento rivendica invece una rimodulazione del piano balneare che allarghi la fruizione pubblica e sociale del litorale.
Una sfida che riguarda tutti
Le polemiche che attraversano il litorale ibleo raccontano una sfida destinata a crescere nei prossimi mesi: trovare un equilibrio tra turismo, economia e diritto collettivo al mare.
Da una parte gli operatori balneari che chiedono spazi e regole più flessibili, dall’altra cittadini, associazioni e forze politiche che temono una privatizzazione progressiva delle spiagge.
Sul tavolo resta una domanda semplice ma decisiva: quanto mare libero resterà in futuro ai cittadini?
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