UN’AFFASCINANTE AVVENTURA NEL MONDO DELL’ARTE E DELLA SCRITTURA CREATIVA

Scrivere ci fa trovare spesso le parole per esprimerci e ci chiarisce talvolta sentimenti confusi, incertezze e ambivalenze che albergano dentro di noi.

Dalla scrittura emerge l’espressione artistica: esiste una creatività ordinaria che ognuno di noi possiede e può utilizzare superando insicurezze, paure e preconcetti che potrebbero bloccarla. Accanto a questa esiste anche la creatività straordinaria, quella dei grandi geni dell’umanità.

Io personalmente e pedagogicamente parlando, alla fine della mia carriera scolastica, ribadisco l’importanza e la valenza educativa di un insegnamento-apprendimento che miri a sviluppare le potenzialità critiche e creative di tutti gli alunni compresi i soggetti con disagio affettivo, intellettivo o sociale. In tal senso un percorso didattico di scrittura creativa volto a sviluppare il senso estetico, il gusto del bello rappresenta un’avventura affascinante nel mondo dell’arte e della poesia. Poeti, artisti di ieri e di oggi possono fare sognare, possono condurre l’allievo in un’atmosfera surreale creando le basi per un apprezzamento consapevole della poesia e dell’arte contemporanea.

Manipolare la parola e coglierne la musicalità, giocare con le forme e con i colori dei grandi maestri è un percorso affascinante che coinvolge emotivamente e intellettivamente tutti gli alunni.

In tale direzione la scrittura creativa assume anche un valore terapeutico perché instaura un forte collegamento con noi stessi chiarendo talvolta sentimenti confusi e incertezze dentro di noi. Francesco Piccolo sostiene che “per esprimere la propria voce ci vuole chiarezza interiore, o una gran confusione che si esprime nella scrittura”. Quando siamo bloccati da angosce o da sentimenti che non riusciamo a tirar fuori perché ce ne vergogniamo o perché temiamo possano non piacere agli altri, essa può assumere valore terapeutico. Riuscire a scrivere è come costruirsi una stanza tutta per sé, un luogo e un tempo privati in cui sprofondare con le nostre emozioni più vere e sentite, accettando ciò che proviamo e rafforzando la nostra autostima.

Un bellissimo libro di Grazia Livi “dà una stanza all’altra” racconta il processo di individuazione di sé compiuto attraverso la scrittura, da sei autrici “ Wolf, Austen, Dickinson, Mansfield, Ninn, Percoto” Ognuna con un suo personalissimo percorso costruisce la sua “stanza mentale”.

Auto. Circa la valenza terapeutica c’è chi ha addirittura ideato un metodo basato sulla scrittura come ascolto di se, come metodo di liberazione di se stesso.

La scrittura primitiva, la scrittura follia che parte dalle parole per noi importanti e arriva al flusso di coscienza.

E’ quanto ha fatto lo psicoterapeuta francese Jean Revault nel suo “Guarire con la scrittura” in cui ribadisce il metodo utilizzato dai suoi pazienti nel processo di autoanalisi e di percorso verso la consapevolezza. Egli ne ha fatto uno strumento prezioso di lavoro per recuperare emozioni rimosse, verità difficilmente esprimibili, sentimenti negati.

La scrittura è anche al centro dell’esperienza realizzata a Catania da due psicologhe con alcuni pazienti in cura presso il Centro Diurno del Dipartimento di Salute mentale di cui danno testimonianze nel libro “quel drago sconfitto” Senza arrivare a questi casi in cui la scrittura è stata usata come terapia, il dare spazio all’immaginazione, l’ascoltare e il sentirsi ascoltati, l’accettare e il conoscere l’altro hanno una valenza importante per tutti.

Secondo il neurologo e scrittore Oliver Saks un uomo normale è quello che vive la sua vita come un racconto in divenire. Ogni volta che perdiamo questa capacità di raccontare noi stessi, la nostra vita e quello che abbiamo dentro, ci scompensiamo. Sul piano dell’apprendimento il docente che attiva un percorso di scrittura creativa dovrebbe riconoscere e far riconoscere agli allievi la vitalità delle parole, accettandone la “coraggiosa e preziosa imperfezione” con la consapevolezza che ciò che si mette sulla carta anche se non è perfetto o elegante, tuttavia è importante per noi e per chi ci circonda.

In Italia esistono tante iniziative di laboratori di Scrittura Creativa nati su iniziativa, nel 2002 a San Francisco, dello scrittore Dave Eggers e dell’educatrice Ninive Calegari. La loro intuizione era basata sul presupposto che lavorare con i bambini e i ragazzi sul rafforzamento delle abilità e dei talenti nella scrittura significava garantire loro il diritto di esprimersi al meglio delle loro potenzialità, oltre che garantire buoni esiti nell’apprendimento anche a scuola. Una formula questa che, ad oggi, è stata replicata in sette città statunitensi e in Irlanda, a Dublino. Nella mia prassi didattica anch’io, da sempre sostenitrice e appassionata di arte e immagine ho attivato nel lontano ’79 (col sostegno morale del e noto direttore Paolo Cutrone) un laboratorio artistico rivolto a gruppi di alunni della scuola elementare “Cesare Battisti” Successivamente negli anni ’90 con l’affermarsi delle nuove tecnologie e con le richieste sempre più emergenti della società complessa, ho avvertito l’urgente bisogno di introdurre nella mia didattica di italiano uno spazio di creatività (1 ora settimanale di scrittura creativa).

 

Oggi, nel terzo millennio, in una società dominata dal conformismo, dallo scetticismo, dall’indifferenza e dalla caduta dei valori, appare sempre più urgente il bisogno di accompagnare i ragazzi ad accorgersi e a fermarsi davanti al bello. Si tratta in altri termini di saper vedere “oltre”. Rimanere contemplativi e non consumatori di fronte alla bellezza.

Quest’anno in via Falcone n.50 sarà attivato, a partire dal 3 febbraio,  un laboratorio di arte e poesia che coinvolgerà allievi dai 7 ai 10 anni. L’appuntamento sarà ogni venerdì dalle ore 16,30 alle ore 17,45 (1° turno) oppure dalle ore 18,00 alle ore 19,15 (2° turno). Periodo febbraio, marzo e aprile. Docenti prof.ssa Carmela Ventura e prof.ssa Gabriella Campo.

Nell’anno 2011 sono stati avviati, con successo, tre incontri di arte e scrittura creativa con gli alunni delle quarte classi delle scuole primarie: Palazzello, Mariele Ventre, Paolo Vetri.    

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it