In questi giorni la Rete degli Studenti Medi Sicilia ospita le scuole di formazione del sud Italia dell’associazione nazionale. Una quattro giorni ricca di momenti formativi per tutti i ragazzi delle varie provincie dell’Italia meridionale.
Si è deciso di svolgere questo importante momento a Palermo, proprio nei giorni in cui la comunità dei diritti lgbtq e dei diritti in generale scende in piazza nella parata del Pride 2014.
La scelta deriva dal ruolo chiave che l’associazione da alla tematica delicata dei diritti e della parità di trattamento di tutti gli individui. Gli studenti hanno partecipato giorno 28 alla parata, sottolineando come fin dalle scuole sia fondamentale insistere su un modello di società che faccia delle differenze degli individui un risorsa e non un motivo di discriminazione.
Per ribadire con forza la vicinanza alle tematiche del Pride 2014, relative non solo ai diritti lgbtq, ma a tutti i diritti della persona, l’associazione ha promosso giorno 27 giugno al Teatro Massimo l’iniziativa “Genere ed affettività: un nuovo modello educativo per la Sicilia”.
L’iniziativa ha visto come ospiti Nelli Scilabra, assessora regionale all’istruzione; Mila Spicola, vicesegretaria del PD; Luigi Carollo, presidente dell’associazione omosessuale articolo 3 e rappresentante del pride, Mariangela Di Gangi della segreteria regionale si Sinistra Ecologia e Libertà, Graziella Priulla, docente ordinaria dell’università di Catania, Costanza Lomaglio della rete degli studenti medi Sicilia; ha moderato il dibattito Andrea Manerchia Coordinatore regionale dell’associazione.
Il momento ha sviscerato importanti tematiche relative all’educazione di genere e all’affettività e all’importanza che l’istruzione pubblica può avere per abbattere un modello di società basato su ruoli di genere fortemente stereotipati. L’assessora Scilabra si è resa disponibile a non lasciare l’incontro come “lettera morta” ma ad aprire momenti di confronto con gli studenti e le parti presenti al tavolo, per ragionare interventi sulla tematica, possibili grazie all’autonomia regionale.
E’ fondamentale ribadire il ruolo centrale che la scuola pubblica riveste per l’abbattimento di determinati modelli culturali; in un sistema scolastico che attualmente non promuove le tematiche di parità di genere, riteniamo importantissimo un’inversione di tendenza che parta dagli insegnanti ma che deve essere necessariamente sostenuta da interventi della politica e delle istituzioni.
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