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Cenere dell’Etna anche nel ragusano: lo specialista spiega come proteggere le vie respiratorie
08 Lug 2026 11:59
L’emergenza legata alla cenere vulcanica dell’Etna sembra rientrata rispetto alla fase di maggiore intensità, ma il fenomeno continua a interessare anche territori distanti dal vulcano. La cenere lavica, trasportata dalle correnti d’aria, è arrivata anche in provincia di Ragusa, dove molti cittadini hanno constatato la presenza di depositi scuri su balconi, verande, terrazze e automobili.
La presenza della cenere è facilmente rilevabile anche semplicemente spolverando le superfici esterne delle abitazioni: particelle che, prima di depositarsi al suolo, possono rimanere sospese nell’aria e venire inalate.
A fornire alcune indicazioni sulla prevenzione dei disturbi legati all’esposizione alla cenere vulcanica è il Prof. Dott. Gaetano Libra, medico specialista in Otorinolaringoiatria.
«È arrivata, come di consueto, anche nelle nostre zone, la cenere lavica conseguente alle eruzioni etnee – spiega il Prof. Libra –. Questo inquinante, costituito anche da silice e metalli pesanti, prima di depositarsi al suolo fluttua nell’aria e noi lo respiriamo, ricevendone un effetto irritante e infiammatorio sull’apparato respiratorio».
Il medico sottolinea come il naso rappresenti il primo filtro naturale dell’organismo: «Buona parte delle particelle maggiori di cenere viene trattenuta dal filtro nasale, mentre le più sottili eludono questa barriera e possono diffondersi nell’apparato respiratorio».
«Per ridurre la presenza di particelle irritanti può essere utile effettuare più volte al giorno il lavaggio del naso con una soluzione salina isotonica».
La soluzione indicata dal medico è composta da:
- 1 litro di acqua (di rubinetto o oligominerale commerciale), portata a ebollizione per almeno un minuto e poi lasciata raffreddare;
- 7 grammi di sale marino da cucina;
- 2 grammi di bicarbonato di sodio.
Una volta preparata la soluzione, il lavaggio nasale può essere effettuato utilizzando dispositivi specifici per l’irrigazione nasale oppure strumenti adatti allo scopo, seguendo sempre le modalità d’uso previste dal dispositivo.
Secondo il Prof. Libra, l’azione del lavaggio è principalmente meccanica: consente di rimuovere parte delle particelle depositate sulle mucose, favorendo la pulizia del filtro nasale e riducendo il contatto prolungato con gli agenti irritanti.
Il medico suggerisce inoltre, nella sua esperienza, l’utilizzo della stessa soluzione anche per aerosolterapia con apposita forcella nasale, indicando 2 cc per i bambini e 3 cc per gli adulti, due o tre volte al giorno.
La cenere vulcanica, ricorda il Prof. Libra, non interessa soltanto il naso e le vie respiratorie: le particelle trattenute nelle cavità nasali possono infatti essere convogliate verso la faringe e successivamente ingerite, entrando in contatto anche con le mucose dell’apparato digerente.
In presenza di sintomi persistenti come tosse, difficoltà respiratoria, irritazione importante delle vie aeree o peggioramento di patologie respiratorie già note, è comunque opportuno rivolgersi al proprio medico.
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