Un GPS per salvare le Caretta-caretta: il WWF lancia la sfida per proteggere le tartarughe del Mediterraneo

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

Un sistema che seguirebbe ogni movimento delle tartarughe per studiarne le abitudini e la vita stessa. Un sistema da impiantare nel rettile con moderne attrezzature che aiuterebbero a studiare lo stato di vita ed il loro habitat. L’annuncio viene data da Oleana Prato, biologa del WWF impegnata da alcuni anni nello studio della tartaruga caretta-caretta molto comune nel mare Mediterraneo ma in via di estinzione per cambiamenti climatici, per catture volute o accidentali o per decadimento degli habitat in cui vivono. “Ci serve un favore grosso, grosso grosso, che contribuisce alla ricerca e, quindi, alla tutela delle nostre beniamine, appunto le tartarughe caretta-caretta – è l’appello di Oleana Prato dal suo profilo social – quando vedete una tartaruga in spiaggia contattaci al 3249210217 o chiamate la Guardia Costiera, incitandoli a contattarci per intervenire; ci dareste l’occasione di far applicare un GPS che seguirebbe i suoi futuri movimenti e ci aiuterebbe a raccogliere importantissimi dati. Inoltre, se avete la voglia e la possibilità, potreste aiutarci a monitorare di notte per trovarle mentre depongono”.

Le tartarughe caretta-caretta e la loro vita.

La tartaruga comune depone le uova sulla spiaggia nei mesi fra maggio ed agosto. La loro incubazione avviene grazie al calore del sole per circa due mesi. Le uova vengono incubate dal calore della sabbia in cui vengono deposte. A determinare il sesso delle tartarughe che si affacciano alla vita è il calore della sabbia: qualora il calore della sabbia supera i ventinove gradi nasceranno tartarughine femmine, qualora la temperatura è al di sotto dei ventinove gradi arriveranno dei rettili maschi. A nidificare sulle coste meridionali della penisola Italia sono solo le tartarughe caretta-caretta e negli ultimi anni la popolazione di questa specie ha fatto registrare un aumento nei numeri dei nidi.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it