UNA “CROCETTA” … SU … DIPASQUALE?

La nostra città è percorsa da un brivido… l’oramai “ex” sindaco Dipasquale ha deciso di schierare il suo movimento a sostegno di Crocetta!
La notizia era nell’aria e Dipasquale ne faceva pubblica dichiarazione da tempo, ma la conferma dell’avvenuto accordo ha suscitato un dibattito molto aspro in città con prese di posizione molto dure da parte di tanti elettori del centrosinistra, ma soprattutto anche da parte della direzione cittadina del PD.
Ovviamente è assolutamente comprensibile la sorpresa e anche il forte disappunto di chi da 6 anni si oppone all’amministrazione Dipasquale, ha fatto ben 2 campagne elettorali contro di lui e ora se lo ritrova a fianco a sostegno di Crocetta.
I cittadini hanno sempre meno fiducia nella politica e certe “gincane politiche” contribuiscono ad aumentare lo scetticismo nei confronti della politica attiva, scoraggiando soprattutto coloro che si approcciano alla politica con disinteresse e carichi di idealità. Questo spiega gli sfoghi sia nelle discussioni che nel dibattito che si è aperto nella rete, anche se ho avuto la sensazione che la discussione sia più caratterizzata da emotività che frutto di un ragionamento.
E allora il rischio, a mio avviso è di condurre un’analisi parziale i cui risultati sono pericolosamente autolesionistici.
Immagino già che questo mio intervento verrà etichettato da alcuni come “ragionamento giustificatorio”, come espressione di “vecchia politica”, come “incline al compromesso” etc.; avendo (purtroppo per me) passato i 50 anni, vivendo la passione politica da quando andavo a scuola e avendola sempre vissuta come “passione militante” a prescindere che si svolga nel prepolitico o nei partiti, e mai in modo estemporaneo (seguendo l’insegnamento di Don Milani non ho mai tenuto le mani in tasca per tenerle “pulite”, ma ho sempre “corso il rischio” della critica) devo riconoscere che le suddette etichette possano avere qualche fondamento, ma questo non mi inibisce nell’esporre il mio punto di vista.
La settimana scorsa ho cercato di spiegare, dal mio punto di vista, perché con questa legge elettorale (Troppi candidati … per una scelta chiara) la spaccatura nel centrosinistra operata da Fava ha di fatto rimesso in gioco il centrodestra (che spaccato in due era destinato per la prima volta a soccombere in Sicilia) e anche nel caso di vittoria di Crocetta comunque rischia di “obbligarlo” ad un accordo post-elettorale come minimo con l’MPA di Lombardo.
La motivazione politica di SEL, poi seguita da IDV è stata l’avversione all’accordo con l’UDC che poneva Crocetta in continuità con il “cuffarismo” omettendo di ricordare che l’UDC siciliana per “liberarsi dal cuffarismo” ha patito una scissione che le è costata la perdita di 4 deputati nazionali, 1 senatore, 1 eurodeputato e 4 deputati regionali (non certo cosa di poco conto per un piccolo partito in una sola regione!); nessuno ovviamente ha obiettato a Fava che SEL si sia posta in continuità con il “bertinottismo” che in nome “delle 36 ore lavorative” (detto ora sembra una barzelletta) ha spaccato il centrosinistra regalandoci un bel “decennio berlusconiano”!
Ma la memoria degli Italiani si sa è molto corta!
Crocetta, rimasto orfano di quelli che per un candidato “marcatamente di sinistra” come lui dovevano essere gli “alleati naturali”, ponendosi il problema tutt’altro che secondario di arrivare ad avere 1 voto in più di Miccichè e di Musumeci (alla Regione non c’è ballottaggio, vince il più votato) si ritrova alla sua porta i “movimenti” che vedono in lui una possibilità di “svolta”.
Che fare?
Non so se la motivazione sta nell’ambizione personale o nella sete di potere, ma chi si pone un “progetto ambizioso” come quello di governare una regione già praticamente in default togliendola dalle mani di coloro che l’hanno ridotta in questo stato, deve pur provare a vincere!
Ed ecco concretizzarsi a Ragusa il problema Dipasquale: molti asseriscono che il centrosinistra deve distinguersi nello stile non può e non deve cercare di vincere “ad ogni costo”!
Analizziamo allora il “costo”; premesso che:
1)    come già ribadito più volte Dipasquale non avrà nessun paracadute non essendo inserito nel “listino bloccato” che lo eleggerebbe automaticamente in caso di vittoria di Crocetta;
2)    che la Lista del Presidente in cui Crocetta accoglierà “i movimentisti” non fruirà del vantaggio di ospitare personale politico proveniente dal PD, quindi avrà voti che altrimenti presumibilmente si sarebbero dispersi in altre direzioni;
3)    che secondo la legge elettorale le liste che a livello regionale non raggiungono il 5% vengono escluse dall’assegnazione dei seggi;
4)    che qualora la lista superi il 5% a livello regionale, stante l’impossibilità di conquistare il seggio pieno (nella nostra provincia ci vorrebbe il 20%) il riparto dei resti avviene a livello regionale (praticamente una lotteria);
5)    che Dipasquale avrà un bel da fare a convincere molti dei suoi elettori, storicamente vicini al centrodestra, a votare per quel “comunista di Crocetta” (nella nostra regione non si è nominati, ma l’elezione si conquista con tanti voti personali!);
6)    che comunque non è certo il PD ad avere cambiato linea politica o strategia, ma Dipasquale che ha ripensato il suo percorso politico, predisponendosi la “via di fuga” dal PDL con la fondazione del movimento Territorio, quindi la coalizione non “paga” nessun prezzo in termini progettuali o di programma;
7)    che ammesso che venga eletto (e ho già spiegato che le condizioni sono molto difficile e il loro realizzarsi significa avere comunque dirottato al centrosinistra quote importanti di voti altrimenti di destra) avrà comunque (essendo svincolato da gruppi politici) un potere di condizionamento pari a 1/90esimo (praticamente quasi nullo);
mi pare che il “costo” solo “eventuale” dell’operazione sia compensato dal vantaggio indubbio in termini elettorali di sottrarre voti “certamente di destra” agli avversari.
La domanda sorge spontanea: si può buttare a mare la possibilità di espugnare finalmente Palazzo d’Orleans solo per il fatto che l’ex sindaco di Ragusa venga accolto nella lista di Crocetta?
Veramente siamo invece convinti che sia più conducente per la nostra terra seguire la strada del “radicalismo ideologico” seguita da SEL e IDV e i cui risultati a livello nazionale (grazie agli errori del passato) sono sotto gli occhi di tutti?
L’autosufficienza elettorale è un lusso che in Sicilia oramai neanche il PDL può permettersi figurarsi il centrosinistra per il quale significa condannarsi ad assistere impotente allo sfascio della Regione che si è già in larga parte consumato.
La qualità di un candidato alla presidenza della regione come Crocetta non può essere valutata sulla base di un candidato in una lista provinciale anche se capisco che nel nostro caso il candidato è il sindaco appena dimissionario; una valutazione meno “personalizzata” della vicenda Dipasquale può certamente contribuire a valutare con maggiore serenità la vicenda.
Se poi ad onta di tutto questo gli elettori del centrosinistra ragusano adotteranno il classico atteggiamento di chi “per far dispetto alla moglie ….”  a costoro do  appuntamento per le elezioni del 2050 per quella data “a occhio e Crocetta” avremo la chance di farcela!

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