Sono stati attivati dall’Asp di Ragusa nuovi spazi ambulatoriali dedicati negli ospedali “Busacca” di Scicli e “Maggiore-Baglieri” di Modica. Un intervento che punta a rendere ancora più capillare l’accesso ai servizi di prevenzione, diagnosi e cura delle patologie mammarie, offrendo alle pazienti un percorso assistenziale più vicino, rapido ed efficace. L’iniziativa si inserisce nel più […]
TUTTO COMINCIO’ CON UN BICCHIER D’ACQUA
20 Ott 2012 11:48
Un lamento proveniente da un letto di corsia dell’ospedale del Policlinico di Milano, aveva attirato l’attenzione di un medico che stava attraversando un reparto. Era un pomeriggio dell’estate del 1975 e il professor Erminio Longhini, primario medico dell’ospedale di Sesto San Giovanni, si avvicinò al letto in cui giaceva una donna, che con un flebile ma insistente gemito continuava a chiedere un qualcosa di tanto semplice quanto indispensabile: un bicchiere d’acqua.
“A chi tocca?” Il professore vide che nessuno si era avvicinato per accogliere la sua richiesta. Le altre ricoverate erano indifferenti così come l’inserviente, che stava pulendo il pavimento al centro della sala. Quando il medico domandò a quest’ultima come mai non si preoccupasse di portare un po’ d’acqua alla povera signora, la risposta fu :”Non tocca a me”. Questa affermazione fece a lungo riflettere il professor Longhini e la sera stessa ne volle parlare ad un gruppo di amici, che proprio in quel periodo si ritrovavano regolarmente per cercare di dar vita a “qualcosa” che portasse solidarietà, aiuto materiale e sostegno morale a chi si trovasse nel bisogno. Questo “qualcosa” si concretizzò nella risposta a quella domanda: “toccava a loro” creare un’associazione di persone che si sarebbero occupate di altre persone, più sfortunate, in condizioni svantaggiate, curate sì con professionalità e responsabilità, ma spesso in ambienti spersonalizzanti che le consideravano solo come “organi malati da curare” o peggio ancora come “numero di posto letto”..
I primi passi
L’iniziativa di un’associazione di volontariato ospedaliero fu sperimentata per la prima volta nell’ospedale di Sesto San Giovanni, dopo aver cercato ed ottenuto la collaborazione dei responsabili dell’ospedale, dei sindacati. Il 6 maggio 1976 nell’aula Borghi del Policlinico di Milano ebbe inizio il primo corso di formazione per i futuri volontari.
La grande avventura dei volontari ospedalieri
Nel gennaio 1977 fu pubblicato il primo numero del bollettino informativo dell’associazione, chiamato Noi insieme, poche copie distribuite a mano che riportavano l’esperienza e l’entusiasmo di quei primi volontari dell’ospedale di Sesto San Giovanni. Il numero dei volontari cominciava a crescere. Nel settembre dello stesso anno l’AVO fu invitata a Parigi al “IV Congresso europeo del volontariato e dell’atto gratuito” e questo servì ai volontari di stimolo ulteriore a proseguire sulla strada intrapresa con tanta determinazione. In tutta Europa infatti il volontariato si stava facendo strada ed era già un elemento costitutivo del tessuto sociale; tra le diverse associazioni si erano sviluppati contatti e scambi altamente utili e formativi.
Il riconoscimento ufficiale
L’iniziativa di un’associazione di volontariato ospedaliero fu sperimentata per la prima volta nell’ospedale di Sesto San Giovanni, dopo aver cercato ed ottenuto la collaborazione dei responsabili dell’ospedale, dei sindacati. Il 6 maggio 1976 nell’aula Borghi del Policlinico di Milano ebbe inizio il primo corso di formazione per i futuri volontari.
La grande avventura dei volontari ospedalieri
Nel gennaio 1977 fu pubblicato il primo numero del bollettino informativo dell’associazione, chiamato Noi insieme, poche copie distribuite a mano che riportavano l’esperienza e l’entusiasmo di quei primi volontari dell’ospedale di Sesto San Giovanni. Il numero dei volontari cominciava a crescere. Nel settembre dello stesso anno l’AVO fu invitata a Parigi al “IV Congresso europeo del volontariato e dell’atto gratuito” e questo servì ai volontari di stimolo ulteriore a proseguire sulla strada intrapresa con tanta determinazione. In tutta Europa infatti il volontariato si stava facendo strada ed era già un elemento costitutivo del tessuto sociale; tra le diverse associazioni si erano sviluppati contatti e scambi altamente utili e formativi.
A Ragusa, un silenzioso e sostanzioso numero di volontari guidati dalla Presidente Rina Tardino ogni giorno presta servizio gratuito con dedizione per rispondere alle esigenze dei pazienti ospedalieri. I volontari dell’A.V.O. svolgono un importante ruolo di sostegno morale, psicologico e fisico, fondamentale per esempio in caso di pazienti che non hanno la possibilità di ricevere l’assistenza dei familiari. Anche io prima di entrare in seminario sono stato ‘‘volontario tra i volontari AVO’’. Un’esperienza indimenticabile!
Il rispetto del malato, della sua storia e della malattia sono valori imprescindibili per i volontari, e la Giornata nazionale dell’A.V.O. è un modo per dare loro il dovuto riconoscimento.
Oggi alle ore 9.00 insieme con il vescovo e i volontari dell’Avo ci siamo recati nei reparti Oncologia e Hospice dell’Ospedale Maria Paternò Arezzo. E’ stato un momento di intensa commozione e di solidarietà nei confronti di chi soffre. Il vescovo accompagnato dal Direttore Sanitario, dai medici e dai volontari entrando nelle stanze dei pazienti, ha comunicato con la sua affettuosa e spontanea presenza una calorosa vicinanza a tutti gli ammalati.
A tutti i volontari dell’AVO esprimo la mia personale gratitudine per la preziosa collaborazione con l’Ufficio di Pastorale della Salute, per la loro disponibilità e il loro silenzioso e prezioso servizio agli ammalati.
Proprio oggi ricordavo mentre ero con loro un momento veramente bello e ricco di solidarietà! Il 31 dicembre scorso, su iniziativa della presidente dell’AVO – Rina Tardino, ci siamo recati nei reparti Oncologia e Hospice per festeggiare l’inizio dell’anno nuovo con gli ammalati attraverso un gesto molto semplice: una fetta di panettone insieme! E’ stato il fine anno più bello e significativo della mia vita.
Grazie, carissimi volontari per il servizio che ogni giorno prestate con amore e competenza ai nostri ammalati! Il 5 novembre prossimo inizierà il nuovo corso per coloro che vorranno arricchirsi con questa significativa e solidale esperienza.
Don Giorgio Occhipinti Direttore dell’Ufficio di Pastorale della Salute
© Riproduzione riservata