Le nanoplastiche sono state rilevate nel sangue umano e perfino nella placenta. Un tema sempre più centrale nel dibattito scientifico internazionale e che è arrivato anche al Parlamento Europeo, dove il professor Antonio Ragusa ha acceso i riflettori sui possibili rischi per la salute pubblica. Secondo gli studi presentati nel corso dell’incontro, le particelle di […]
“TU MI PIACI COME SEI, SOLO CHE TI VORREI DIVERSO”
16 Ago 2012 15:30
Il partner da idealizzato a persecutore, insensibile, egoista… Perché? Riflessioni sulle dinamiche di coppia. Ci sono coppie ad “O”, cioè coppie che rincorrono un accordo per tutta la vita senza incontrarsi mai; coppie ad “S”, quelle che trovano accordi ma si rimettono sempre in discussione; coppie a “V”, che iniziano con una forte unione e poi si separano e coppie a “I”, quelle che iniziano un percorso insieme e lo terminano insieme. Nelle tre prime tipologie di coppia, quelle per l’appunto disfunzionali, vi è spesso l’incapacità di passare dal primo al secondo tipo di “contratto”. Infatti nella prima fase di unione ogni coppia sottoscrive un contratto (il primo), che ha la caratteristica di assomigliare ad un icerberg: la parte emersa, quella che fa da collante, è costituita da accordi espliciti e sociali, mentre la parte sommersa è costituita da accordi e richieste non consapevoli, che hanno a che fare con le aspettative personali di ognuno dei due partner verso l’altro/a. Riguarda proprio l’idealizzazione del partner, e più si è “immaturi” affettivamente, più si svilupperà il pensiero delirante che l’altro/a sia l’unica persona in grado, con le sue caratteristiche, di poter dare un senso alla propria vita. L’incapacità, ovviamente, di poter soddisfare questi profondi ma problematici bisogni si tradurrà nell’incapacità di passare al secondo contratto, ovvero a diventare una coppia di tipo “I”.
Nella possibilità o impossibilità di rinnovare il primo contratto per passare al secondo, possiamo quindi individuare la differenza fra la coppia che ha risorse, la coppia sana, da quella che non le ha, la coppia disfunzionale. La coppia sana riuscirà a passare dal circuito dell’illusione, dove l’altro veniva visto come l’essere ideale e perfetto, al circuito della delusione prima, scoprendo l’ “imperfezione” del partner, e della disillusione dopo, capace quindi di accettare tale imperfezione e riconoscere la realtà propria e di quella del partner, riuscendo ad integrare i suoi difetti ai suoi pregi. Il primo contratto è la fase dell’innamoramento, della prima vicinanza, della scoperta della sessualità; il secondo contratto è la fase dell’amore maturo, della scoperta della non perfezione dell’altro/a, della capacità di rinegoziare il proprio rapporto. Per le coppie che non riescono in questa evoluzione tutto sembra irrigidirsi intorno alle prime premesse, spesso con rivendicazioni rispetto ai “patti non mantenuti”. Il voler cambiare il proprio uomo/donna è sintomo di disfunzionalità del rapporto, è indice di questo mancato passaggio dal circuito dell’illusione a quello della disillusione, con una fissità nella fase della delusione, che non può che portare alla crisi e al discioglimento della coppia stessa. Un partner che cerca, costantemente, di cambiare l’altro, nutre il bisogno di muoversi nella continua illusione di vivere in un mondo rassicurante, fermo, che non si muova, e quindi evolva. Dietro ciò spesso si celano vissuti di sofferenza e delusioni familiari e personali, ma nell’incapacità o impossibilità di riconoscerlo, si sposta la problematicità sull’altro membro della coppia o su eventi o oggetti esterni, individuati come responsabili dell’infelicità e dell’incomprensione.
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