Dal decreto regionale da 160 milioni per 2.917 assunzioni nella sanità territoriale, all'Asp di Ragusa vanno 10,4 milioni. Intanto Schifani chiede la decadenza dei manager che non riportano i conti in equilibrio.
SVILUPPARE UN AMPIO DIALOGO SULLE QUESTIONI CONTRATTUALI TERRITORIALI
24 Ago 2010 22:09
Qualunque sindacato, qualunque forza sociale dovrebbe avere tutto l’interesse affinché si definiscano presto gli assetti di importanti realtà del territorio al fine di avere interlocuzioni stabili, autorevoli e di prospettiva. L’elezione del nuovo presidente dell’Asi Saro Alescio, non può che essere valutata positivamente sopratutto in questo senso, oltre che ovviamente per le sue competenze ed esperienze personali. Ora si tratta di definire, con altrettanta urgenza, gli assetti del consorzio universitario e della Soaco, poiché, come e’ ovvio, solo la definizione di assetti stabili e forti, possono permettere il riavvio concreto delle interlocuzioni e delle azioni per la costituzione del quarto polo universitario e chiudere la querelle, piuttosto stucchevole, sulla situazione di stallo dell’aeroporto di Comiso. Infatti, al di la della propaganda,il problema non e’ quello di incatenarsi o di scatenarsi, ma quello di dare autorevolezza e credibilità alle interlocuzioni istituzionali che attengono alle competenze esclusive degli organi preposti ad averle. Un po’ di sano pragmatismo nella situazione di grande difficoltà economica, sociale e produttiva, in cui purtroppo versa il territorio, sarebbe certamente salutare. Così come altrettanto importante sarebbe sviluppare un’ampia discussione sulle questioni contrattuali territoriali, principale prerogativa delle parti sociali, ultimamente non molto praticata nonostante le opportunità a disposizione. Gli ultimi dati sull’andamento dell’economia locale confermano, purtroppo, il persistere di gravi situazioni di crisi, con espulsioni massicce di manodopera e con una contrazione consistente delle occasioni di lavoro, specie per i giovani ad alta scolarizzazione che sempre più sono costretti a lasciare il territorio in cerca di fortuna altrove. E’ pertanto indispensabile rilanciare il confronto tra i sindacati , con le istituzioni locali e associazioni datoriali , per l’applicazione sul territorio della provincia di tutti gli strumenti di flessibilità contrattuale, già previsti dall’accordo nazionale del gennaio 2009 per le aree di crisi e incredibilmente mai applicati sul territorio, che permettano al nostro sistema di piccole e medie imprese di sopravvivere salvaguardando i livelli occupazionali, specie in tutte quelle imprese, ma non solo, che hanno già usufruito dell’utilizzo di ammortizzatori sociali ormai in scadenza.
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