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SI APRONO LE DANZE
05 Feb 2013 20:34
C’è chi ha parlato di crisi politica, penso, piuttosto, di poter dire che la politica torna a vivere.
Nemmeno le regionali avevano suscitato entusiasmi particolari, eccezion fatta per l’avventura dell’ex sindaco che si è poi trasformata in una performance strepitosa. Se non hanno entusiasmato le regionali, ancora di meno stanno facendo le politiche.
Tutti sono con il naso all’insù, guardano la navicella spaziale che si proietterà nello spazio e, sempre restando con gli occhi al cielo, aspettano il rientro nell’atmosfera e l’ammaraggio. In pratica la gente vuole solo sapere come andrà a finire, se vince la destra, la sinistra, il centro, il centro destra o il centro sinistra.
I nomi a stento si sanno, convinti come siamo che ci sono stati propinati dall’alto.
Restavano le amministrative di primavera, che a noi interessano direttamente per l’elezione del nuovo Sindaco e del Consiglio comunale, senza dire che forse si voterà, in contemporanea, anche per le Provinciali. Ma l’atmosfera restava come quella d’agosto: fondamentalmente incandescente ma sostanzialmente ferma, come una cappa che ci opprimeva.
Lo stesso clima, non solo meteorologico, che dominava a Donnafugata in occasione del gran ballo del Gattopardo, organizzato dal Principe Don Fabrizio Salina.
Vale la pena di rammentare i punti salienti della grandissima trama ordita da Luchino Visconti, per quello che rimane uno dei capolavori della cinematografia mondiale, e anche per le attinenze che si possono riscontrare con la nostra attualità politica.
Nel maggio 1860, dopo lo sbarco di Garibaldi in Sicilia a Marsala, Don Fabrizio assiste con distacco e con malinconia alla fine dell’aristocrazia. I nobili comprendono che ormai è prossima la fine della loro superiorità, hanno spazio gli amministratori e i latifondisti della nuova classe sociale in ascesa. Quando, come tutti gli anni, il principe con tutta la famiglia si reca nella residenza estiva di Donnafugata, trova come nuovo sindaco del paese Calogero Sedara, un borghese di umili origini, rozzo e poco istruito, che si è arricchito e ha fatto carriera in campo politico. Il nipote del principe, Tancredi, s’innamora di Angelica, figlia di don Calogero, che infine sposerà, sicuramente attratto dalla sua bellezza ma anche dal suo notevole patrimonio.
Significativo fu l’episodio dell’arrivo a Donnafugata di un funzionario piemontese, il cavaliere Chevalley di Monterzuolo, che offriva a Don Fabrizio la nomina a senatore del nuovo Regno d’Italia. Il principe però rifiuta, sentendosi troppo legato al vecchio mondo siciliano, citando come risposta al cavaliere la famosa frase: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”. Specchio della realtà siciliana, questa frase simboleggia la capacità di adattamento che i siciliani, sottoposti nel corso della storia all’amministrazione di molti governanti stranieri, hanno dovuto giocoforza sviluppare. E anche il seguito di Don Fabrizio è emblematico: “…E dopo sarà diverso, ma peggiore.”
Il connubio tra la nuova borghesia e la declinante aristocrazia sarà un cambiamento ormai inconfutabile e Don Fabrizio inizierà a meditare sul significato dei nuovi eventi durante il grandioso ballo.
Per inciso, il Gattopardo rappresenta nel percorso artistico di Luchino Visconti un cruciale momento di svolta in cui l’impegno nel dibattito politico-sociale del militante comunista si attenua in un ripiegamento nostalgico dell’aristocratico milanese, in una ricerca del mondo perduto.
Quali sono le attinenze è facile intuirlo, basta solo il gran ballo che è l’occasione per il Principe di meditare sugli eventi.
In pratica si aprono le danze. E così è stato, oggi nella nostra città: si sono aperte le danze con il comunicato del gruppo Antoci in seno all’UDC che ha sancito l’autosospensione dal partito.
E come nel film fu un Gattopardo, il Principe Salina ad aprire le danze, così sulla scena ragusana solo un vecchio leone poteva aprire i giochi di una politica che sta vivendo grandi trasformazioni e cerca di proiettarsi in quella che tutti definiscono ‘terza repubblica’. E, quasi in contemporanea, arriva la notizia che Giovanni Cosentini si presenta alla città come candidato Sindaco, come esponente di Territorio, il Movimento politico dell’ ex Sindaco, on.le Nello Di Pasquale, segnale inequivocabile che il gran ballo è iniziato al meglio e promette grandi volteggi nell’aureo salone della politica ragusana.
Ancora resistono, fortunatamente gli epigoni della vecchia politica, da molti criticata e bistrattata, i parvenus politici dell’era berlusconiana si arrampicano sugli specchi, cercando di rimanere protagonisti, si fa strada il nuovo che viene osannato dai fautori del cambiamento e criticato da chi capisce di essere sul viale del tramonto, mentre nella confusione generale che, in effetti esiste, confusione di partiti, movimenti, simboli nuovi e cambi di casacca qualcuno indossa il vestitino della festa e cerca di intrufolarsi fra i convitati, senza che nessuno se ne avveda.
Principe di Chitinnon
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