Riparte un’opera attesa da anni nel territorio ibleo. L’ASP di Ragusa ha dato il via libera definitivo ai lavori per la realizzazione del Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) di Pozzallo, con l’adozione della delibera n. 907 del 24 aprile. Un passaggio decisivo che consente di riavviare il cantiere dopo lo stop seguito alla risoluzione del […]
SFRATTATA A RAGUSA UNA FAMIGLIA MOROSA CON NOVE CANI. OGNI TENTATIVO E’ STATO VANO
15 Nov 2010 17:23
Sfratto particolare a Ragusa, in via Pio La Torre al lotto 94 scala B, di una famiglia, la cui morosità ammontava a circa 16.000 euro. Nulla da fare, purtroppo, nonostante i reiterati solleciti da parte dello Iacp a mettersi in regola, pagando il 20% della somma e rateizzando il restante debito in 72 mesi. Tre accessi e tre rinvii per dare la possibilità alla famiglia di sistemare la pendenza non sono serviti a nulla, oltre alle tante sollecitazioni verbali e scritte per produrre la documentazione reddituale annuale, come previsto dalla legge, da oltre cinque anni, fra l’altro, non prodotta dall’assegnataria. Qualsiasi tentativo da parte dello Iacp è stato vano, per cui l’Ente ha dovuto procedere allo sfratto.
“Sono molto rattristato – ha commentato il presidente dell’Istituto, avv. Giovanni Cultrera, perché ci siamo trovati davanti a una situazione davvero strana e particolare. Nel piccolo alloggio, infatti, oltre all’assegnataria e a suo figlio – ha continuato con tono mesto Cultrera – abbiamo trovato ben nove cani. E’ stato un momento difficile per la stranezza del caso e non nego che ci saremmo trovati in grande difficoltà se non fossero intervenuti, su richiesta dell’Istituto, l’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali), il dog professional di Ragusa e il canile comunale dove sono stati trasferiti quattro dei nove cani. A nome personale e di tutto il CdA ringrazio per la solerzia, la professionalità e la sensibilità dimostrate l’Enpa di Ragusa cui va la mia gratitudine e dello Iacp per averci sollevato da problemi che, da soli, sicuramente, non saremmo riusciti a risolvere. Un caso particolare – ha concluso Cultrera – che lascia un amaro in bocca e che rattrista ma, al di là dei sentimenti e delle emozioni, purtroppo, vale sempre il rispetto delle regole e della legalità, che dev’essere uguale per tutti”. (r.b.)
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