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Sequestro nave ong a Pozzallo; il Tribunale civile di Ragusa lo annulla e condanna il Ministero
14 Mar 2026 13:01
Dopo una trattativa durata oltre 9 ore, lo scorso 16 giugno, la nave Sea Eye aveva sbarcato a Pozzallo, tutti i migranti salvati. L’operazione di salvataggio era avvenuta il 4 giugno a circa 50 miglia a nord di Tripoli. Il giorno dopo la nave era stata posta sotto sequestro e bloccata per 20 giorni. Il Tribunale civile di Ragusa ha annullato il sequestro e le sanzioni conseguenti, condannando il Ministero dell’Interno – Prefettura di Ragusa alle spese di lite e a rifondere i compensi per la parte opponente.
Al provvedimento di sequestro si era opposta l’organizzazione tedesca Sea Eye (i cui rappresentanti e comandante della Sea Eye 5 sono stati difesi dagli avvocati Ulrich Robert Stege, Dario Belluccio e Marco Comitini).
Le fasi del soccorso
La nave in una missione che era partita da Licata il 12 giugno 2025, a nord di Tripoli aveva individuato un gommone con 65 persone a bordo. Era scattata l’allerta dalla nave che aveva avviato la corrispondenza mail, come previsto, ai centri di coordinamento dei soccorsi in mare della Libia, dello stato di bandiera, la Germania, e dell’Italia. In quel frangente, nel silenzio delle autorità libiche, aveva risposto il centro di coordinamento Mrcc italiano, assumendo il coordinamento del soccorso e assegnando come porto di sbarco Taranto, a 390 miglia nautiche da dove si trovava la Sea Eye 5. Da quel momento inizia un contenzioso tra la nave e Mrcc Roma. Il comandante di Sea Eye 5 definisce grave la situazione a bordo, persone ustionate, disidratate, in ipotermia e con bruciature e intossicazioni da inalazioni da carburante, e sottolinea di non avere riserve d’acqua sufficienti per un viaggio così lungo. Chiede un porto più vicino e intanto vengono richieste ed effettuate 2 medevac (evacuazioni mediche urgenti) grazie all’intervento della Guardia costiera italiana. Le autorità italiane allora chiedono al comandante della Sea Eye 5 di individuare i soggetti più vulnerabili per farli trasbordare ed essere condotti a Pozzallo, mentre la nave con il resto dei migranti deve proseguire verso Taranto. Il comandante non è in grado di valutare, ed è una responsabilità che metterebbe a rischio la sua vita, quella dell’equipaggio e dei migranti salvati. La trattativa porta Mrcc Roma a concedere lo sbarco di tutti i migranti a Pozzallo. Lo sbarco si compie alle 22.30 del 16 giugno, e il 17 la nave viene sottoposta a fermo per 20 giorni e vengono comminate le sanzioni.
La decisione del Tribunale
Per il giudice il comandante ha dato ogni informazione richiesta e ha atteso correttamente le indicazioni da Mrcc Roma che aveva assunto il coordinamento del soccorso. nella sentenza si legge che l’arrivo e lo sbarco a Pozzallo, non furono frutto di “una ingiustificata disobbedienza alle indicazioni impartite” dalle autorità italiane ma “il frutto delle comunicazioni intercorse tra la nave e le autorità italiane”; “la condotta tenuta nella fattispecie dal natante Sea Eye 5 risulta conforme alla normativa vigente, non essendosi la nave arbitrariamente rifiutata di fornire informazioni o di osservare indicazioni, bensì essendosi limitata a rappresentare la situazione concreta”. Sequestro e sanzioni annullate.
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