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Sedicenne ucciso a botte nel barcone; voleva solo aria pulita da respirare. In Appello la condanna a 21 anni per un cittadini egiziano
30 Mag 2026 08:55
Condannato un cittadino egiziano: 21 anni, omicidio volontario. Lo ha stabilito la Corte d’Assise di Appello di Siracusa. Aveva appena 16 anni Yassa Atef Kozman Awad; è morto tra il 27 e 28 luglio del 2022 su un barcone che stava approdando a Portopalo e che trasportava 114 persone.
Sarebbe stato tenuto per tre giorni assieme ad altri, chiuso sotto coperta. Non ce la faceva più, voleva respirare. Ma le sue richieste di poter prendere una boccata d’aria disturbavano. E allora calci e pugni e poi dei colpi con un corpo contundente. Ha cercato di ripararsi sotto una panca. Lo hanno trovato lì. Morto. Tre imputati tutti assolti in primo grado. Ora, In Appello la condanna di uno di loro e la conferma dell’assoluzione degli altri due
La cronaca del viaggio
Il peschereccio era partito dalla Turchia. Due gruppi di comando a bordo, così verrà ricostruito dagli inquirenti e dai processi: un gruppo di cittadini turchi alla guida del motopesca e un gruppetto di egiziani che aveva invece il compito di tenere sotto controllo le persone a bordo e distribuire cibo e acqua. Passeggeri divisi per posto e trattamento anche in base al loro “credo” religioso. Troppe persone visibili avrebbero attirato controlli e così, Yassa e molti altri, vengono relegati per tre giorni sotto coperta. Ma lui ha bisogno di aria, di respirare. Lo chiede, lo richiede, insiste ma viene redarguito, respinto e poi picchiato, tanto, anche con un corpo contundente, alla testa. Si rannicchierà sotto una panca. Qualcuno ha pensato si fosse addormentato. No, era morto.
Il processo
La Corte di Assise di Siracusa in primo grado aveva assolto per insufficienza di prove i tre cittadini egiziani imputati, difesi dagli avvocati Francesco Cutrale del Foro di Siracusa e Irene Russo del Foro di Ragusa. Non era riuscita a determinare chi effettivamente avesse causato la morte del giovane Yassa. Il sostituto procuratore Salvatore Grillo, all’epoca, aveva chiesto la condanna a 21 anni per uno dei tre egiziani e 10 anni (riqualificandone la responsabilità in omicidio preterintenzionale) per gli altri due. Poi l’assoluzione che la Procura appellò.
Il 27 maggio la terza sezione della Corte d’Assise d’Appello di Siracusa, dopo la rinnovazione del dibattimento nel corso della quale sono stati risentiti testi e periti, confermato l’assoluzione per due degli imputati (difesi dagli avvocati Cutrale e Russo) e ha riformato la sentenza di primmo grado condannando invece a 21 anni Mohamed Abdelrazek (difeso dall’avvocato Cutrale). La Pubblica accusa aveva richiesto l’assoluzione per tutti. Le motivazioni saranno depositate entro 30 giorni. Il pronunciamento è del 27 maggio.
Una quarta persona, nell’ambito dello stesso procedimento, difesa dall’avvocato Antonio Cannavaro del Foro di Siracusa, era stata accusata di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina; è stata condannata a 2 anni e 2 mesi di reclusione e al pagamento di una multa di 1 milione e 560.000 euro; avrebbe agito in concorso con altre persone di nazionalità turca che avevano già patteggiato la pena.
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