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SE I POLITICI METTESSERO LO STESSO IMPEGNO CHE USANO NEL RIEMPIRE LA CITTÀ DEI LORO VOLTI IN ALTRE COSE
06 Ott 2012 14:55
Il principio democratico sul quale si regge la Repubblica italiana consente ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti tramite il metodo delle elezioni. E questa non è una novità.
Dietro il metodo delle elezioni ci sta la propaganda, i dibattiti, l’estenuante opera di convincimento che inizia mesi prima che ci si rechi alle urne per votare, ormai ubriachi di volti sorridenti, all’apparenza rassicuranti, abbinati a loghi di partito e slogan, diciamocelo, a volte patetici. Sempre gli stessi. Come del resto le facce.
Vedere centinaia e centinaia di manifesti elettorali per le strade ormai non impressiona, non disturba, ci lascia spesso indifferenti perché è cosa consueta. Anche quando cammini sul marciapiede e magari ti tocca saltellare e fare dribbling tra cartaccia arrotolata su se stessa impiastricciata di colla perché qualche momento prima è passato di lì qualcuno che per affissare i “suoi” ha staccato quelli degli “altri”, lasciandoli per terra.
A fare questo lavoro non sono certo gli stessi che stanno sui manifesti a elemosinare voti con faccia sorridente e frasetta di circostanza che ti assicura che è proprio quel volto lì che porterà il cambiamento che da tanto aspetti, che proprio quel volto lì, dopo tanti che hanno solo promesso e mai mantenuto, stavolta renderà tutto migliore. Certo, solo se lo voti però.
E’ di poche ora fa la notizia che un giovane di Modica mentre affissava i manifesti di Italia dei Valori è stato violentemente picchiato da, rivelano le fonti, un attacchino di Nello Dipasquale. Il ragazzo ora si trova ricoverato all’ospedale Cannizzaro di Catania, ha subito un delicato intervento, la prognosi rimane riservata.
Qualcuno ha parlato di “mafiosi travestiti da attacchini”. Probabile. Ma mi sento anche di dover dire che per quanto in parte possa essere vera questa affermazione, c’è chi questi manifesti li attacca semplicemente per guadagnare qualche banconota da cento euro in più, perché, sapete com’è, siamo in tempi di crisi, e un giovane che non riesce a trovare lavoro nella ridente città dei tre ponti o in provincia, a volte si accontenta di mansioni di circostanza, un po’ come fare volantinaggio.
Quindi condanniamo chi ieri ha deciso di usare la violenza ingiustificabile, soprattutto se parliamo di propaganda politica e affissioni quasi sempre abusive. Auguriamoci che la legge lo punisca come merita, ma non scordiamoci di chi come Angelo probabilmente lo faceva per trovarsi in tasca qualche soldo in più.
Sul web girano messaggi di politici indignati che si accusano l’un l’altro di aver attaccato abusivamente questo e quell’altro manifesto, che si criticano continuamente a vicenda senza quasi mai proporre alternative e una cosa sola mi viene da pensare: nonostante in questo Paese ci diano ancora la possibilità di decidere chi di quei volti, partiti e slogan debba rappresentarci, a nessuno di loro darei, adesso, il mio voto. Nessuno dovrebbe farlo.
Magari solo allora quelli che chiamiamo “politici” capirebbero che con lo stesso impegno con cui si sforzano a riempire le strade delle città delle loro belle facce, dovrebbero impegnarsi a ascoltare la gente che ha perso il lavoro e non arriva a fine mese, i giovani disoccupati che alla speranza di trovarlo un lavoro ci hanno rinunciato. Continuate pure a scannarvi fra di voi. Ma il mondo reale è un altro. Non sta dentro le aule dei consigli comunali, e non sta sulle poltrone che, succeda quel succeda, cercate di accaparrarvi come avvoltoi.
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