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Scenari 2026 chiude con oltre 2.000 presenze: Modica celebra la cultura tra libri, musica ed emozioni
28 Lug 2026 10:32
Un mese di parole, musica, pensieri e incontri si è concluso lasciando una traccia profonda nella città di Modica. Scenari 2026 ha archiviato la sua quinta edizione con un bilancio ricco di emozioni e partecipazione, confermandosi uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’estate siciliana.
Quattro giorni di eventi finali hanno portato nel cuore del centro storico autori, giornalisti, poeti e musicisti, trasformando alcuni dei luoghi più suggestivi della città in palcoscenici di confronto e bellezza. Una manifestazione che, anno dopo anno, continua a rinnovarsi e a proporre nuovi linguaggi, mantenendo intatto il suo obiettivo principale: costruire comunità attraverso la cultura.
Piera Ficili: «Viva Modica, il cuore del centro storico continua a battere»
A chiudere idealmente l’edizione 2026 è stato il messaggio della direttrice artistica Piera Ficili, anima del festival, cuore della libreria Mondadori BookStore Modica e ideatrice di questo percorso culturale.
«Scenari 2026 finisce qui, ma il cuore del centro storico continua a battere ogni giorno. Tornate a viverlo, scoprirlo e farlo vostro», ha scritto Ficili nel suo messaggio finale, ringraziando quanti hanno sostenuto, organizzato e vissuto il festival.
Parole che racchiudono lo spirito della manifestazione: fare della cultura uno strumento di dialogo, partecipazione e appartenenza. Un invito a continuare a vivere Modica non solo durante gli eventi, ma in ogni stagione dell’anno.
Carlo Cottarelli apre l’ultimo weekend al Belvedere dell’Idria
L’ultimo fine settimana di Scenari 2026 è iniziato al tramonto, con un appuntamento che ha richiamato oltre trecento persone al Belvedere dell’Idria. Protagonista Carlo Cottarelli, in dialogo con il professore Paolo Magri sul tema “Dopo le guerre che mondo ci aspetta?”.
L’economista ha presentato il suo ultimo libro “Senza giri di parole”, affrontando temi cruciali per il futuro dell’Italia e dell’Europa: debito pubblico, crisi demografica, produttività, transizione energetica e rivoluzione tecnologica.
Un confronto intenso e accessibile, capace di rendere comprensibili anche gli scenari economici più complessi, coinvolgendo un pubblico attento e partecipe.
Mario Calabresi emoziona sotto la scalinata di San Pietro
Venerdì 24 luglio è stata la volta di Mario Calabresi, che ha incontrato il pubblico nella suggestiva cornice della scalinata di San Pietro.
Il giornalista e scrittore ha raccontato il suo libro “Alzarsi all’alba”, intrecciando memoria personale e storia collettiva. Un racconto fatto di fragilità, ripartenze e capacità di affrontare il percorso della vita con pazienza e consapevolezza.
Calabresi ha dialogato con il pubblico con grande empatia, soffermandosi anche sul rapporto tra nuove generazioni, sacrificio e conquista degli obiettivi. Un incontro che ha trasformato la presentazione di un libro in una riflessione più ampia sul tempo che viviamo.
Franco Arminio dedica una poesia alla bellezza di Modica
Il terzo appuntamento ha visto protagonista Franco Arminio, poeta e scrittore, che sul sagrato della Madonna delle Grazie ha regalato una delle serate più suggestive del festival.
Partendo dal libro “L’incredibile non si può dire a tutti”, Arminio ha spaziato tra poesia, territorio, fragilità umane e senso della comunità, arrivando a dedicare a Modica una poesia capace di raccontarne la bellezza e l’anima.
Il poeta ha definito raro il sentimento provato durante l’incontro con il pubblico modicano, annunciando anche il desiderio di tornare in città.
La grande chiusura con Antonio Dimartino davanti a oltre 2.000 persone
Il gran finale di Scenari 2026 è andato in scena domenica 26 luglio sulla scalinata di San Giorgio, lo stesso luogo dove il festival aveva preso il via il 25 giugno con Emmanuel Carrère.
Oltre 2.000 persone hanno partecipato alla serata conclusiva realizzata in collaborazione con l’associazione Riad, affidata alla musica raffinata di Antonio Dimartino.
Il cantautore siciliano ha regalato un concerto intenso e coinvolgente, accompagnato da Fabrizio Cammarata, creando una straordinaria sintonia con il pubblico. Una performance fatta di introspezione, ironia e poesia, perfettamente in linea con lo spirito di Scenari.
Sul palco anche il giovane talento di Rosolini Claudio Covato, autore capace di raccontare la vita attraverso brani in italiano e dialetto.
Dimartino ha definito San Giorgio «il posto più bello dove abbia mai suonato», regalando al festival una chiusura all’altezza di un’edizione che ha saputo unire letteratura e musica in un unico racconto emozionale.







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