“SAVE THE ARCTIC”, LA CAMPAGNA DI GREENPEACE PER FERMARE I DISASTRI AMBIENTALI SUL TETTO DEL MONDO

La prima cosa che viene in mente quando si pensa al Mar Glaciale Artico è un’immensa distesa di ghiaccio, un’enorme superficie bianca che da oltre 800 mila anni è caratteristica della regione del Polo Nord: oggi però dobbiamo rivalutare la nostra abituale visione di questa parte del mondo poiché già da alcuni decenni più della metà della calotta di ghiaccio che si trova sul tetto della Terra ha cominciato a sciogliersi.

Immaginare le cause di tale disastro ambientale, purtroppo inspiegabilmente ignorato dai più, non è difficile dal momento che un veloce esame di coscienza porta in breve tempo a capire che l’uso smodato di energia sporca da fonti fossili ha contribuito enormemente  al fenomeno dello scioglimento della banchisa polare.

Come se non bastasse, nonostante i problemi legati all’innalzamento delle temperature, continuano ad essere autorizzate le perforazioni petrolifere e la pesca industriale: una situazione che secondo l’associazione ambientalista Greenpeace non può più essere tollerata, non se abbiamo a cuore il nostro pianeta.

Un mese fa è stata infatti lanciata la più grande campagna internazionale in difesa dell’Artico annunciata attraverso una petizione sottoscritta già da oltre un milione di persone tra cui il famoso cantante dei Beatles PaulMcCartney il quale ha voluto celebrare il risultato con un blog personale visitabile su http://bit.ly/ArticoPaulMcCartney.

La campagna sta riscuotendo molto successo anche grazie alle dimostrazioni pacifiche intraprese da coloro che vogliono agire in prima persona: tra le più recenti quella degli orsi polari in giro per il mondo portatori del messaggio “Save the Arctic” e quella in cui la settimana scorsa diversi attivisti, sparsi in diciannove Paesi del mondo e in centodieci città diverse, hanno visitato distributori di benzina e uffici della Shell per protestare contro le esplorazioni petrolifere che la compagnia effettua nell’Artico il quale, con il progressivo sciogliersi dei ghiacci, diventa sempre più preda dei giganti dell’oro nero.

Per bloccare poi le perforazioni offshore al Polo Nord è salpata anche la nave Greenpeace Esperanza  il cui equipaggio ha voluto lanciare un messaggio di ringraziamento a tutte le persone che, in questo mese, hanno aderito alla campagna per salvare i ghiacci dell’artico.

Nel frattempo a bordo dell’Arctic Sunrise, la storica rompighiaccio di Greenpeace, un team di esperti sta monitorando i ghiacci così da poter realizzare per la prima volta un’immagine completa in tre dimensioni della forma di interi blocchi di banchisa e delle creste di compressione dei ghiacci stessi. 

Insomma, un impegno senza precedenti che Greenpeace sta investendo su questa campagna planetaria attraverso la quale si vogliono bandire le attività di estrazione offshore e i metodi di pesca distruttivi dalle acque artiche creando così un santuario globale attorno al Polo Nord: una volta completata, la lista dei paladini dell’Artico verrà inserita in una capsula e posta sul fondale del Polo Nord, a una profondità di 4 chilometri dal ghiaccio artico, un luogo che una volta raggiunto sarà contrassegnato da una “Bandiera per il Futuro”, simbolo dell’impegno mondiale in difesa del Pianeta.

Ancora una volta però gli attivisti di Greenpeace non sono soli e a dimostrarlo ci sono le firme della gente che secondo le stime iniziali dovevano essere un milione non prima dell’inizio del 2013, evidentemente però l’interesse delle persone verso l’argomento era stato eccessivamente sottovalutato: il prossimo ambizioso obiettivo dell’associazione? Arrivare a quota due milioni di firme. Che aspetti dunque? Firma anche tu visitando il sito  www.SaveTheArctic.org e contribuisci nel tuo piccolo a salvare il Nostro Pianeta.

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