Rosso di sera all’Etna: Lo spettacolo della lava al tramonto

Nel tardo pomeriggio del 16 febbraio 2021, il Cratere di Sud-Est dell’Etna ha prodotto un nuovo episodio eruttivo parossistico, che ha dato origine a diversi fenomeni vulcanici, alcuni dei quali molto spettacolari.

Fontane di lava alte circa 500 m, colate di lava dirette verso la Valle del Bove, una colonna eruttiva di diversi chilometri e un flusso piroclastico sono stati osservati fino alla tarda serata.

L’energia dal profondo della ‘Muntagna’. Ora che l’Etna sembra essersi preso un po’ di riposo e le fontane di lava hanno smesso di illuminare “la montagna” e le notti catanesi, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia fa il punto anche sul tipo di magma che ha alimentato i quattro parossismi di febbraio. I dati ottenuti nei laboratori dell’Osservatorio etneo dell’Ingv, attraverso l’analisi dei vetri dei prodotti eruttati dai parossismi del 16, 18 e 19 febbraio, indicano che il magma e’ sempre dello stesso tipo. Inoltre, suggeriscono che sia uno dei piu’ “primitivi” fra quelli emessi nel corso delle eruzioni del Cratere di Sud-Est negli ultimi venti anni.

“Primitivo” e’ un termine usato dai vulcanologi per riferirsi a quei magmi la cui composizione e’ poco cambiata rispetto a quella del mantello terrestre dove si sono formati. Nel quadro di magmi che all’Etna negli ultimi decenni sono stabilmente di tipo basaltico: questo sta a significare che il sistema di alimentazione piu’ superficiale del vulcano e’ attualmente permeato e raggiunto da magmi provenienti da maggiori profondita’ ancora ben ricchi dei gas originari e dunque piu’ capaci di originare e sostenere quelle meravigliose fontane di lava che tutto il mondo ha visto. L’Ingv sta conducendo ulteriori rilievi di terreno per identificare e campionare il materiale eruttato durante la fontana dell’ultima notte, ma e’ probabile che la composizione del magma sia ancora quella registrata nei giorni precedenti, lasciandoci quindi pensare che ‘a muntagna’ continui ad essere ben alimentata da serbatoi piu’ profondi.

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