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RITARDO NEL PAGAMENTO DEGLI INTERESSI SUGLI ULTIMI 14 MILIONI EX D.L. 35/2013 TRATTENUTI PER UTILIZZO IMPROPRIO
16 Apr 2016 13:46
Gentile Signor Sindaco
Ricorderà che il Comune di Modica ha amministrato la somma ex D.l. 35/2013 per il pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili, verso le imprese e verso gli enti pubblici. Ricorderà altresì che il Comune di Modica ha utilizzato parzialmente l’ultima tranche in quanto si disse, da più parti, che mancavano i creditori. La residua somma, poco meno di 14 milioni, fu restituita, su ordine della Corte dei conti, il 4 gennaio 2016.
La Cassa Depositi e Prestiti, con lettera del 27 gennaio 2016, ha dato atto che la restituzione è avvenuta per l’importo di 13.456.003,69 e ha definito che il Comune paghi, a titolo di interessi e mora, 182.505,83 euro; ha definito altresì che il pagamento deve compiersi entro e non oltre il 10 febbraio 2016. La «Cassa» ha precisato anche, con lettera del 4 febbraio 2016, protocollata in Comune al n. 6552/2016, che la somma dovrà pagarsi a mezzo di bonifico bancario.
L’Amministrazione, ad ogni buon conto, si è trovata in difficoltà per cui, anziché pagare, ha preferito rappresentare -parlo della lettera del 10 febbraio 2016, protocollo n. 87453, a firma del Segretario Generale- che «a causa di forti difficoltà di cassa» sussistono «serie difficoltà ad onorare il debito riconosciuto di € 182.505,83». In breve è stata dichiarata prontezza a pagare entro e non oltre il 31 marzo 2016.
Successivamente neanche questa scadenza è stata rispettata, per cui può dedursi che il Comune non è in condizioni di pagare -dopo l’esaurimento dei fondi ex D.L. 35/2013- nemmeno una piccola (si fa per dire) somma di 182 mila euro. Per risolvere i problemi comunali, quindi, non Le è bastato imporre ai cittadini la tasi ad una aliquota quasi doppia di quella consigliata dal Ministero; non è stato sufficiente aver imposto e riscosso la tari per un importo superiore al costo reale del servizio; e neanche aver fiondato e riscosso bollette idriche senza alcun riferimento ai consumi reali per il terzo anno consecutivo.
Il quadro, come può ben capire, si fa più fosco se si considera: 1°) che restano insoluti parecchi debiti certi, liquidi ed esigibili, per alcuni dei quali si è insediato qualche commissario ad acta; 2°) che siamo in arretrato nel pagamento degli stipendi della SpM, della Multiservizi, delle cooperative e dell’impresa Puccia.
E lei, per colmo di sventura, si vanta di lavorare per i cittadini. E se lavorasse contro di essi, carissimo sindaco, che succederebbe?
La presente interrogazione sia discussa al primo Consiglio utile.
Ivana Castello
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