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Riportiamo il papà in sala parto. La petizione che parte da Ragusa
23 Nov 2020 16:33
Eliana e Gianluigi sono una coppia di futuri genitori che hanno deciso di lanciare su change.org una petizione online: riportare i papà in sala parto. Il momento è complicato, difficile e delicato: tutti noi ce ne rendiamo perfettamente conto. Eppure, autorevoli studi medici confermano che è importante avere il partner accanto durante il parto, affinchè la donna si senta sicura e protetta. La gravidanza, il parto e tutto ciò che avviene prima e durante la nascita del bambino, vengono studiate dall’epigenetica: anni e anni di ricerche, infatti, hanno confermato che il futuro dei bambini dipende anche da questo, ovvero da quanto si sentono amati e protetti all’inizio della loro esistenza.
Riportare, dunque, pur con tutte le dovute precazioni del caso, i partner in sala parto e consentire loro le visite: questa è la base solida su cui dovranno poggiare le successive generazioni dell’epoca post-covid.
Il testo della petizione è una vera e propria lettera, quasi una preghiera alle istituzioni:
“Salve, siamo due genitori in attesa, la nostra bimba nascerà tra una settimana. Qualche mese fa abbiamo fatto un grande passo: dalla capitale abbiamo scelto di trasferirci nella provincia di Ragusa per l’umanità e l’accoglienza sempre dimostrata e fiduciosi nella crescita di questa terra meravigliosa.
Proprio in questi mesi ci siamo dovuti confrontare con questa emergenza sanitaria che sta mettendo a dura prova non solo la Sicilia ma tutta l’Italia, apportando a questo periodo di vita meraviglioso per noi, non poche preoccupazioni: parliamo al plurale perché nonostante sia la madre a portare in grembo una creatura per nove mesi e metterla al mondo essa stessa, in realtà siamo convinti che la gravidanza sia uno splendido viaggio in due, iniziato in due e che si protrae per il resto della vita, così sono trascorsi quasi nove mesi di aspettative, preoccupazioni, gioie, proiezioni future, esperienze nuove verso il momento tanto atteso: la nascita.
Ci rendiamo conto che le strutture sanitarie al momento sono sottoposte a un enorme carico di stress professionale ed emotivo privo di certezze, in balia dei numeri giornalieri. Gli assistiti , a scopi precauzionali, si trovano spesso in situazioni di solitudine di fronte alla malattia e alla morte e purtroppo anche davanti a una delle gioie più belle della vita, la nascita appunto.
Noi desidereremmo fortemente arrivare a questo traguardo in due, nella piena condivisione di questa esperienza vorremmo affrontare insieme l’esperienza del parto e conoscere nostra figlia insieme.
Ci rendiamo conto di quanto sia importante la sicurezza in questo momento, dunque diventa fondamentale entrare in ospedale con i dovuti accertamenti, in questo caso il tampone con esito negativo.
Per noi e per tutte le coppie in attesa in questo momento, vi chiediamo di rivedere le disposizioni sanitarie in atto che non prevedono l’entrata del papà in ospedale nemmeno ed esclusivamente per il parto, anche in caso di tampone negativo, negandogli così di assistere alla nascita.
Speriamo nella comprensione e nel supporto di tutti quelli che credono come noi che questo sia un diritto umano e un diritto alla famiglia.
Restiamo umani,
Gianluigi e Eliana”.
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