RICORSO AL TAR CONTRO… SE STESSI!

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Con riferimento alle notizie di stampa che riguardano il ricorso al TAR proposto dalla Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell’Università di Catania, e per essa dal preside Nunzio Famoso nella qualità, stupisce che la componente di un’istituzione, qual è una facoltà universitaria, possa ricorrere contro l’istituzione della quale fa parte e, perciò, contro… sé stessa.

Ciò che però è davvero sorprendente e denota come il preside Famoso e i suoi sostenitori abbiano perso del tutto il senso del ridicolo, è l’affermazione secondo la quale gli atti adottati dall’Ateneo “non potevano essere emessi” perché violerebbero una serie di regole e principi di legittimità, primo tra tutti la stessa legge Gelmini, oltre ad arrecare un danno grave perché inciderebbero “in maniera negativa e rilevante sulla programmazione della didattica e sul buon funzionamento della facoltà”.

Certamente, l’idea che il preside Famoso e i suoi sostenitori hanno di “programmazione della didattica e buon funzionamento della facoltà” è ben nota agli studenti che l’hanno sperimentata durante quest’anno accademico sia a Catania che a Ragusa, per non parlare della voragine finanziaria e delle altre vicende poste all’attenzione della magistratura contabile e da noi denunciate, e che hanno travolto una gestione che è eufemistico considerare disinvolta.

 

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