‘Ndrangheta stragista bis, giustizia per il carabiniere sciclitano: confermati gli ergastoli per l’omicidio di Vincenzo Garofalo e Antonino Fava

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SCICLI – A oltre trent’anni dall’agguato che costò la vita ai carabinieri Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, arriva un nuovo e significativo tassello nel lungo percorso giudiziario. La Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria ha confermato la condanna all’ergastolo per Giuseppe Graviano, boss del mandamento palermitano di Brancaccio, e Rocco Santo Filippone, ritenuto esponente della ‘ndrangheta reggina, nell’ambito del processo “‘Ndrangheta stragista bis”.

La sentenza, pronunciata nell’aula bunker di Reggio Calabria, ribadisce quanto già stabilito nel 2020, dopo che la Corte di Cassazione aveva disposto un nuovo giudizio d’appello. Secondo i giudici, il duplice omicidio del 18 gennaio 1994 non fu un episodio isolato, ma si inserì nella strategia stragista con cui Cosa Nostra e la ‘ndrangheta sfidarono lo Stato negli anni delle bombe e degli attentati.

Per la provincia di Ragusa il verdetto assume un significato particolare. Tra le vittime di quell’agguato c’era infatti Vincenzo Garofalo, appuntato dei Carabinieri originario di Donnalucata, frazione di Scicli, ucciso insieme al collega Antonino Fava mentre entrambi erano in servizio.

L’agguato sull’autostrada

La sera del 18 gennaio 1994, i due appuntati stavano percorrendo l’autostrada Salerno-Reggio Calabria a bordo di un’auto di servizio quando furono affiancati e colpiti da numerosi colpi d’arma da fuoco nei pressi dello svincolo di Scilla. Per Fava e Garofalo non ci fu scampo.

Le indagini e i successivi processi hanno ricondotto quel delitto alla strategia eversiva delle organizzazioni mafiose, individuando nel patto tra Cosa Nostra e le cosche calabresi il contesto nel quale maturò l’attentato ai due militari dell’Arma.

Il ricordo di Garofalo a Scicli

A distanza di oltre tre decenni, il ricordo di Vincenzo Garofalo resta profondamente vivo nel territorio ibleo. Per il coraggio dimostrato e il sacrificio compiuto nell’adempimento del proprio dovere gli è stata conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.

Nel gennaio 2024, in occasione del trentesimo anniversario dell’eccidio, la Stazione dei Carabinieri di Donnalucata è stata ufficialmente intitolata all’appuntato Vincenzo Garofalo. Nel borgo marinaro si trova inoltre una piazzetta dedicata al militare, dove un monumento ricorda il sacrificio suo e del collega Antonino Fava, caduti insieme in uno degli episodi più drammatici della stagione delle stragi mafiose.

La sentenza

Con il verdetto emesso il 10 luglio 2026, la Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria ha quindi confermato l’ergastolo per Giuseppe Graviano e Rocco Santo Filippone, oltre al risarcimento dei danni e delle spese processuali in favore delle parti civili, tra cui i familiari dei due carabinieri uccisi e il Comune di Rosarno.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni. Per Scicli e per tutta la provincia di Ragusa, la decisione rappresenta un ulteriore riconoscimento giudiziario della verità sull’omicidio di Vincenzo Garofalo e Antonino Fava, due servitori dello Stato caduti insieme mentre svolgevano il proprio dovere.

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