RICORDIAMO PIERSANTI MATTARELLA

Il Centro Studi “Feliciano Rossitto” vuole ricordare, giovedì 21 maggio alle ore 18:00, il presidente della Regione Piersanti Mattarella, negli ottantenni dalla sua nascita, grazie  all’intervento di l’on. Rino La Placa, Presidente dell’Associazione ex Parlamentari dell’ARS, e gli onorevoli Nello Rosso e F. Girolamo Giuliana per il suo coraggio e la sua coerenza morale  è un esempio che bisogna tenere sempre presente. Ricordiamo che l’uccisione di Piersanti Mattarella segna una delicata fase storico-politica, una fase terribile della guerra di mafia a cavallo degli anni Settanta e Ottanta. Un periodo in cui l’esplosione del terrorismo brigatista e neofascista a livello nazionale miete non poche vittime tra gli uomini dello Stato, della cultura, della politica, si pensi ad  Aldo Moro la cui fine anticipa emblematicamente quella, per mano mafiosa in Sicilia vede vittime Mattarella, La Torre e altri caduti “eccellenti”. In quel momento, in Italia e in Sicilia si sperimenta il confronto tra la Dc, il Pci e le altre forze politiche sulla base della proposta strategica di Enrico Berlinguer del “Compromesso Storico”, grande invenzione della politica italiana, che prevede la fine della “conventio ad excludendum” del Pci, il più grande partito comunista di massa dell’occidente, e la sua ammissione nell’area di governo.  Gli anni che vanno dal 1978 al 1983, oltre a segnare l’ascesa dei “Corleonesi”, mietono numerosissime vittime decapitando i vertici siciliani delle istituzioni e della politica, come l’uccisione di Peppino Impastato, giovane extraparlamentare contrappostosi alla mafia di Cinisi,  l’uccisione di Michele Reina, segretario provinciale della Dc di Palermo, di Boris Giuliano, capo della squadra mobile, di Cesare Terranova, candidato a diventare capo dell’ufficio istruzione di Palermo, di Piersanti Mattarella, presidente della Regione, votato anche dal Pci. Trucidati anche, Pio La Torre, segretario regionale del Pci, assieme al suo autista Rosario Di Salvo e Carlo Alberto Dalla Chiesa, prefetto di Palermo. Le indagini e il procedimento giudiziario volti a far luce sui delitti definiti politico-mafiosi, politici per i fini che si proponevano, mafiosi per le modalità e gli autori delle esecuzioni, accertano i nomi degli esecutori e dei componenti della “commissione provinciale mafiosa” che aveva progettato i delitti, ma non riescono a diradare le opache ombre sui possibili mandanti esterni alla mafia.

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