RICHIESTA INCONTRO URGENTE PER ENIMED

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I segretari generali confederali di Cgil, Cisl e Uil sono fortemente preoccupati per quel che sta accadendo al centro oli Enimed di Ragusa, visti gli incomprensibili atteggiamenti discriminatori da parte aziendale nei confronti dei lavoratori e delle rappresentanze sindacali.

 

La decisione unilaterale da parte di Enimed di affidare a terzi la gestione del carico delle autobotti di petrolio nella centrale di Ragusa e la conseguente pratica del rilascio autorizzazione di trasporto del greggio, senza consultazione e intesa sindacale, ci lascia veramente basiti.

 

Un comportamento del tutto atipico per la società di estrazione e produzione controllata da Eni, che si è sempre distinta nel tempo per aver offerto al territorio buona e garantita occupazione e soprattutto rispetto delle regole contrattuali, sociali e politiche.

 

Una riorganizzazione della centrale oli di Ragusa che avrebbe potuto trovare facile e semplice soluzione al tavolo del confronto sindacale e che oggi, per la prima volta nella storia delle relazioni industriali di Eni, vuole essere applicata d’imperio e con prepotenza da parte aziendale.

 

Soprusi decisionali, questi, che non risolvono certamente i problemi ma, anzi e per assurdo, rischiano di inasprire i rapporti coi lavoratori e col territorio della Provincia di Ragusa che, da più di mezzo secolo, ha consentito ad Eni lo sfruttamento del proprio sottosuolo per le attività note di estrazione e produzione petrolio.

 

Il tutto senza coinvolgimento delle parti sociali e, nel particolare, escludendo in modo arbitrario il confronto con il sindacato ragusano.

 

È inspiegabile, infatti, che Eni sfrutti le risorse minerarie del Comune di Ragusa, con royalties e compensazioni ambientali versate a Ragusa per poi intrattenere relazioni sindacali e d’impresa in modo esclusivo con il territorio di Gela.

 

Enimed, inoltre, ha cancellato definitivamente l’imprenditoria specializzata ragusana dalle prestazioni dei servizi collegati alle attività produttive del centro oli di Ragusa: il conferimento degli appalti per la gestione delle produzioni di Ragusa avviene, infatti, da dieci anni a questa parte solo per imprese extra-territoriali che occupano in modo esclusivo maestranze forestiere.

 

La reiterata discriminazione ed emarginazione da parte di Enimed nei confronti del territorio è l’ennesimo scippo perpetrato nei confronti della provincia di Ragusa, espropriata, oggi, anche dalla tutela delle risorse del proprio sottosuolo.

 

Occorre, dunque, mettere mano con assoluta immediatezza al ripristino delle regole, a partire dal riordino delle relazioni sindacali territoriali, nella piena applicazione del protocollo relazioni industriali di categoria del 26 maggio 2011, con la pretesa di un tavolo di confronto territoriale e di sito.

 

È per questo che le segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil difendono con fermezza la decisione di proclamazione di due giornate di sciopero con fermata degli impianti di produzione di Ragusa -proclamato dalla RSU dal 12 al 14 Febbraio- diffidando Enimed dal mettere in campo azioni gestionali che potrebbero essere ricondotte a comportamenti antisindacali, e chiedendo a Sua Eccellenza il Prefetto di Ragusa, allo stesso tempo, una convocazione urgente delle parti.

 

 

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