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Ragusa: un laboratorio teatrale per aiutare le vittime di tratta


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Ragusa: un laboratorio teatrale per aiutare le vittime di tratta
Attualità
12 settembre 2019 10:41

Tra le attività che caratterizzano il progetto Fari 3 c’è anche il laboratorio teatrale. Le ospiti della cooperativa Proxima Ragusa hanno ripreso l’attività dopo la pausa estiva e, con entusiasmo, si stanno cimentando nelle sperimentazioni proposte dal tutor Fabio Guastella. Una occasione speciale per le vittime di tratta che hanno così la possibilità di sperimentarsi, mettere a frutto e sviluppare le loro competenze comunicative e relazionali, interpretando questa esperienza come se si trattasse di un grande gioco.

“Devo ringraziare Fabio Guastella che sta animando questo laboratorio con grande competenza e sensibilità – spiega la presidente di Proxima Ragusa, Ivana Tumino – perché è una iniziativa davvero speciale che consente alle ragazze di superare certe ritrosie, di conquistare fiducia in loro stesse, sfruttando appieno le loro capacità interpretative che mirano, poi, a un obiettivo specifico, quello di far sì che le loro emozioni possano uscire senza paura. Attraverso le interpretazioni teatrali possono imparare meglio a conoscere il loro corpo, a scoprire le loro potenzialità e risorse, a sperimentare emozioni forti, a comunicarle in modo chiaro, ad essere più consapevoli di loro stesse. Tutto questo non è scontato per le nostre beneficiarie.

La loro storia di tratta rischia di condizionare i loro vissuti, i loro corpi e le loro competenze relazionali. Si sta pensando di finalizzare il laboratorio con qualche iniziativa creativa in grado di mettere in evidenza le doti espressive delle nostre ospiti per fornire loro anche l’opportunità di mostrare ciò che assimilano e dare alla comunità una nuova occasione per conoscere da vicino la tratta. E’ chiaro che stiamo parlando di passi da compiere uno alla volta. Ma, allo stesso tempo, è davvero importante che le nostre ospiti siano riuscite a mettersi in gioco in questa maniera. Significa non solo che credono in quello che fanno ma che potranno sperare di sviluppare delle peculiarità specifiche, riguardanti il mondo del teatro, che potranno aiutarle anche per il futuro”.


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