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Movida ragusana più rigida: nuove regole su rumore e locali. Emanata ordinanza
13 Giu 2026 12:12
A Ragusa entra in vigore una nuova e articolata ordinanza che ridisegna in modo strutturale la gestione della movida, introducendo regole più severe su orari, emissioni sonore e sanzioni per pubblici esercizi e attività di intrattenimento. Il provvedimento resterà valido fino al 30 settembre 2026 e punta a garantire un equilibrio tra attività economiche, turismo e diritto alla quiete dei residenti. L’ordinanza è stata emanata ieri, 12 giugno 2026.
Il Comune interviene in particolare sulla disciplina delle emissioni acustiche nei locali e negli spazi pubblici, fissando fasce orarie precise entro cui è consentita la diffusione musicale. Dal punto di vista operativo, i pubblici esercizi potranno utilizzare impianti sonori e organizzare intrattenimenti musicali nelle ore comprese tra le 10 e le 13 e tra le 18 e le 01:30 nei giorni feriali, mentre nei fine settimana e nelle serate più critiche, come venerdì, sabato e nei periodi di maggiore afflusso turistico, l’orario viene esteso fino alle 03:00.
La normativa distingue inoltre tra attività ordinarie e manifestazioni straordinarie, prevedendo per eventi e spettacoli pubblici procedure specifiche di autorizzazione e la possibilità di deroghe ai limiti acustici, ma solo previa valutazione tecnica e nel rispetto delle norme sulla zonizzazione acustica del territorio.
Particolare attenzione viene riservata al sistema dei limiti di rumore, che restano definiti in base alle diverse classi acustiche del Comune. Nelle aree a maggiore densità residenziale i livelli consentiti risultano più bassi, mentre nelle zone a vocazione turistica e di intrattenimento i parametri risultano più elastici, pur sempre entro soglie di sicurezza stabilite dalla normativa nazionale e regionale. Il controllo delle emissioni avverrà attraverso verifiche tecniche, monitoraggi e sopralluoghi da parte degli organi competenti.
Chi non rispetta le disposizioni dell’ordinanza può incorrere in sanzioni amministrative che vanno da un minimo di 25 euro fino a 500 euro nei casi più lievi, come ad esempio violazioni legate al consumo di bevande su suolo pubblico o al mancato rispetto di specifiche prescrizioni operative.
Per le violazioni più rilevanti, soprattutto in materia di rumore e inquinamento acustico, il quadro sanzionatorio si fa più severo. Il superamento dei limiti di emissione sonora o il mancato rispetto delle condizioni previste dalle autorizzazioni può comportare multe da 1.000 euro fino a 10.000 euro, con particolare attenzione ai casi in cui l’attività incida sulla quiete pubblica o sulle fasce residenziali.
È prevista inoltre una sanzione specifica per chi non ottempera ai provvedimenti dell’autorità competente adottati per ragioni di sicurezza pubblica o tutela ambientale, con importi che possono variare da 2.000 euro fino a 20.000 euro.
Un ulteriore livello di sanzione riguarda le attività rumorose temporanee svolte senza autorizzazione o senza deroga: in questi casi le multe possono arrivare a 2.000 euro, con aggravanti in caso di reiterazione o mancato rispetto delle condizioni autorizzate, dove sono previste ulteriori sanzioni giornaliere e la sospensione dell’attività.
Per i pubblici esercizi che violano le fasce orarie o le prescrizioni sull’impatto acustico, è prevista anche la diffida con obbligo di adeguamento entro 15 giorni. In caso di reiterazione della violazione entro 12 mesi, può scattare la sospensione dell’attività commerciale fino a 5 giorni consecutivi.
Infine, per l’organizzazione di spettacoli o intrattenimenti senza le necessarie autorizzazioni, sono previste sanzioni amministrative che vanno da 258 euro fino a 2.478 euro, oltre alla chiusura immediata dell’attività abusiva e, nei casi più gravi, la sospensione del locale.
Nei casi di violazioni più gravi e ripetute, l’autorità può arrivare anche a provvedimenti cautelari come la chiusura temporanea del locale e il sequestro dell’area, con trasmissione degli atti all’autorità giudiziaria.
Il provvedimento interviene anche sul tema della pubblicità fonica e delle attività rumorose temporanee, stabilendo fasce orarie rigide per cantieri, manutenzioni e comunicazioni sonore itineranti. Anche in questi casi, il mancato rispetto delle disposizioni comporta sanzioni amministrative e possibili ordini di sospensione immediata.
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