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Ragusa: Situazione drammatica alla casa di Ospitalità Eugenio Criscione Lupis. I sindacati: “Si rischia la chiusura”


“Sussiste una forte preoccupazione in ordine alle allarmanti notizie provenienti dagli operatori della Casa di Ospitalità E. LUPIS di Ragusa, che da qualche settimana segnalano, speriamo impropriamente, il pericolo di chiusura della struttura.


Su tale prospettiva, fino ad oggi, non abbiamo ricevuto notizie ufficiali sappiamo comunque, che ci sono forti ritardi nel pagamento delle retribuzioni di tutto il Personale che opera nella struttura. Sembrerebbe che tale preoccupante prospettiva trovi origine nel mancato insediamento del Consiglio di Amministrazione.”


E’ quanto affermano Nunzio Fernandez, segretario generale della FP CGIL di Ragusa e Sandra Farruggio della CISL FP di Ragusa-Siracusa in una nota inviata ai Responsabili dell’A.S.S.A.P. OO.PP. Riunite “Eugenio Criscione Lupis” Ragusa, all’Assessorato Regionale della Famiglia e Politiche Sociali, Antonio Scavone, al Dirigente Responsabile Regionale Servizi II.PP.A.B, al Sindaco del Comune di Ragusa, al Dirigente del Settore Servizi Sociali del Comune di Ragusa, alla Diocesi di Ragusa, al Direttore Generale ASP 7 arch. Angelo Aliquò, al Prefetto di Ragusa, Giuseppe Ranieri.
FP.CGIL e CISL FP di Ragusa si dichiarano sin d’ora disponibili ad un confronto, invitano Sua Eccellenza il Prefetto di Ragusa ed il Signor Sindaco di Ragusa ad agevolare la costituzione di un tavolo di confronto che si occupi delle problematiche esposte.


Viene lanciato un appello alle istituzioni e agli organi competenti per una rapida e positiva ricomposizione della problematica, e si evidenzia altresì dato, drammaticamente noto, che vede le IPAB del territorio Regionale in condizione di grande affanno, dove i ritardi sugli stipendi si contano in anni e lungi da noi l’idea di non assistere e/o supportare i lavoratori che garantiscono quotidianamente a soggetti estremamente fragili, un servizio apprezzato e di qualità e che non possono permettersi di perdere il lavoro.
“Sull’argomento fino ad oggi, scrivono ancora i due dirigenti sindacali, abbiamo notizie incerte e frammentarie, sostanzialmente il C.D.A. uscente, poiché scaduto, non è ancora stato sostituito, sembrerebbe per motivi legati alla mancata designazione di un componente “erede”. Tale disguido sarebbe alla base del ritardo nelle nomine del nuovo C.D.A., con tutte le conseguenze del caso.


Dal nostro punto di vista, gli attuali ritardi nella composizione del nuovo CDA, la cui nomina spetta alla Regione, previa acquisizione della documentazione fornita dalla struttura, dal Comune e dall’ASP e della diocesi di Ragusa, sarebbe dovuta avvenire in tempo utile e rappresentare quindi un normale avvicendamento mentre oggi, ci troviamo di fronte ad una esasperante inerzia un rimballo di competenze e responsabilità inaccettabili, se rapportate a un corretto e puntuale svolgimento dei servizi dedicati a soggetti fragili, si tratta di circa trenta anziani di cui tre quarti allettati, ma anche rispetto all’estremo disagio degli operatori dipendenti dall’IPAB, unitamente ai 15 dipendenti di una Cooperativa, che ad oggi condividono momenti difficili e sentono forte il peso dell’incertezza del proprio futuro lavorativo.


Per essere più espliciti, ci troviamo di fronte ad una situazione inusuale, paradossalmente l’Ente, sostenuto finanziariamente dalle rette dirette, e dalle convenzioni con il Comune di Ragusa, oltre che da eventuali contributi a regionali, si troverebbe nella paradossale condizione di avere liquidità, ma non poter pagare stipendi (tre mesi per i dipendenti della Ipab e cinque mensilità per quelli della cooperativa) Collaboratori esterni (infermiere e Assistenti Sociale etc.) e fornitori, poiché manca la designazione del CDA, o la nomina di un Commissario straordinario da parte della Regione, in attesa di regolarizzare gli adempimenti connessi all’insediamento del nuovo CDA.
Tutto questo è inaccettabile, affermano ancora i due dirigenti sindacali, ancor più, se si considera la storia dell’IPAB “E. Lupis” di Ragusa, che rappresenta ancora oggi una istituzione nell’ambito dell’assistenza agli anziani, gli inabili e delle famiglie bisognose e dei minori. Lo scopo primario dell’IPAB “E. Lupis” è l’organizzazione e la gestione dei servizi nell’ambito degli interventi assistenziali e socio sanitari, a cui fa riferimento la vigente legislazione nazionale e regionale concernente la realizzazione del sistema integrato degli interventi e dei servizi previsti dalla legge 328-2000 e successivo D. Lgs. 207/2001.
Riteniamo utile accendere un focus su questa problematica, conclude la nota sindacale, che travalica l’aspetto sindacale, estendendolo a quello sociale, in quanto coinvolge “Persone particolarmente fragili”, che non possono, unitamente alla forza lavoro dell’Opera Pia E. Lupis, sostenere le drammatiche conseguenze di una eventuale chiusura della struttura, per colpa della burocrazia o peggio per l’incapacità di chi non ha adempiuto correttamente, con atti concreti e tempestivi, che avrebbero certamente agevolato l’insediamento della nuova compagine amministrativa dell’Ente.”