Ragusa Gay Pride, si metta l’anima in pace Fratelli d’Italia: “La parata ci sarà!”, dicono le associazioni che organizzano

E’ già scoppiata la polemica politica all’interno della Giunta Cassì a Ragusa. Il motivo del contendere è il gay pride, o meglio il “Ragusa Pride” che sarà organizzato a giugno da alcune associazioni locali tra cui Arcigay Ragusa. Su questa manifestazione, di cui si era parlato già nei mesi scorsi provocando già all’epoca la reazione di Fratelli d’Italia, che nel frattempo è adesso entrata in Giunta al Comune, c’erano state delle prime polemiche. Adesso è proprio Fratelli d’Italia a chiedere conto e ragione al sindaco Cassì il quale, dice il partito della Meloni, il primo cittadino avrebbe testualmente risposto che “non ci saranno carnevalate”. E’ davvero così? E’ questo il termine che sarebbe stato usato nel colloquio informale con Fratelli d’Italia? In attesa dell’incontro chiarificatore richiesto dal partito di Destra al primo cittadino, sono le stesse associazioni organizzatrici a rispondere via social a Fratelli d’Italia spiegando che la parata finale ci sarà, come concordato con l’Amministrazione comunale che ha concesso il patrocinio gratuito. Ecco a seguire il messaggio degli organizzatori di Ragusa Pride:

“In questi giorni è interessante leggere i tanti commenti e interventi di tutti coloro che parlano del Ragusa Pride 2020 e i pochissimi quesiti indirizzati al Ragusa Pride direttamente. E’ la sottile differenza che passa tra parlare con qualcuno e parlare di qualcuno. E così, abbiamo deciso di raccontare che Pride abbiamo in mente. Siamo un gruppo di associazioni che lavorano sul territorio ibleo. Abbiamo finalità diverse e obiettivi diversi, ma siamo accomunate dalla lotta alle discriminazioni e siamo tutte favorevoli a promuovere inclusione, parità, dignità.

La nostra prima sfida è stata quella di riuscire a creare un gruppo di lavoro così eterogeneo che, proprio per le diversità dei suoi partecipanti, è creativo e coeso. Le diversità arricchiscono. L’altra sfida è stata quella di ottenere la condivisione del progetto da parte dell’Amministrazione Comunale, perché vogliamo che il Ragusa Pride sia un evento aperto a tutti, alla società civile, a chi sostiene le persone LGBTQI e a chi le contrasta. E vogliamo creare occasioni di conoscenza e informazione, dialogo e confronto.
Per questo avremo la parata finale, il corteo, la festa. Ma avremo anche tanti momenti di divulgazione e di informazione su tantissimi temi: parità di genere, migranti, omosessualità e fede, violenza sulle donne, lavoro e discriminazioni e certamente sui diritti LGBTQI. Perché non ci sono minoranze più minoranze di altre, perché riteniamo che finché una categoria sociale è definita minoranza le cittadine e i cittadini di quel Paese non sono tutte e tutti uguali.

E avremo musica, spettacoli, cene sociali. Avremo una città aperta al confronto ed estenderemo questo dialogo anche ad altri Comuni della Provincia. Inclusione, diritti, dignità, informazione. Questo è il Ragusa Pride che abbiamo in mente. Questo pensiero non contempla sentimenti di odio, pregiudizi “al contrario”, manipolazioni pretestuose, provocazioni.
Questo è quello che abbiamo condiviso con l’Amministrazione Comunale. E a fine giugno nessuno avrà la cravatta. Farà troppo caldo”.

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