Ragusa dice No alla guerra. E abbraccia idealmente l’Ucraina. FOTO

Ragusa dice No alla guerra. E abbraccia idealmente l’Ucraina. FOTO

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

C’erano migliaia di persone questa sera in piazza San Giovanni a Ragusa. Una piazza colorata dalle bandiere della pace, dai cartelloni scritti dai ragazzi delle scuole, dai gruppi scout, dai liberi cittadini, dalle tantissime sigle che hanno aderito a questa grande manifestazione, voluta da CGIL e ANPI in primis, ma che ha trovato il sostegno dell’amministrazione comunale, di molti rappresentati politici (nessuno, però, ha esposto simboli di partito) e della chiesa.

La cattedrale, sulla facciata, portava i colori blu e gialli della bandiera ucraina. Un popolo orgoglioso, patriottico e comunque la si pensi su questa vicenda, una cosa è certa: si tratta di un Paese che è stato invaso da un altro Paese.

Quindi, no a ogni forma di guerra. C’era chi gridava “Ucraina, Ucraina”. Chi semplicemente “Pace, pace”. E poi c’erano alcuni rappresentanti della comunità ucraina in provincia e non solo: sono soprattutto donne che lavorano qui, o che sono sposate con persone che abitano qui e che si sentono italiane, stanno qui da almeno 20 anni, ma allo scoppio della guerra tutto è cambiato, anche se in realtà, per loro, la guerra è inziata nel 2014, con l’annessione della Crimea: “Riceviamo messaggi dai nostri cari per stare sereni”, ci spiegano un gruppetto di donne e aggiungono: “Bisogna dimostrare al mondo tutto ciò che succede. E ciò che succede è che muoiono persone innocenti”. Queste persone, al momento, si spostano di città in città ogni volta che si organizza una protesta, in tutta la Sicilia: “Abbiamo fatto molte manifestazioni e in questo momento siamo tutti uniti, anche se avevamo punti di vista diversi”, ci raccontano.

Sono storie drammatiche e toccanti, come quello di Svitlana, che ha il figlio in guerra ma che, ci spiega: “Non posso impedire ai miei figli di combattere per il nostro Paese”. Parole difficili forse da comprendere per noi occidentali, dove il senso e l’amore per la Patria sono concetti piuttosto lontani. C’è chi, come Patrizia, che invece aspetta di poter riabbracciare la sua piccola Sofia,una bimba in affido, rimasta in Ucraina a causa della guerra.

Prima che il corteo si spostasse da piazza San Giovanni, hanno parlato al microfono i rappresentanti istituzionali, il sindaco, gli organizzatori e il Vescovo. Tutti uniti, a gran voce, per dire No alla guerra.

Poi, il corteo si è spostato in via Vittorio Veneto, via Roma, piazza Libertà e infine piazza del Popolo: è la lunga marcia per la pace di Ragusa. Qui, sotto il monumento dei caduti, i cittadini hanno intonato “Bella ciao”, che è una canzone nel sentire comune abbinata al concetto di liberazione. Poi, il corteo si è sciolto.
Ragusa c’era. Ragusa ha saputo manifestare con orgoglio la propria convinzione e, in un abbraccio virtuale, ha fatto sentire la propria presenza all’Ucraina.

Foto: Irene Savasta e Giovanni Gurrieri

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it