QUANDO LA BUROCRAZIA “OSTACOLA” L’INIZIATIVA PRIVATA INDISPENSABILE PER LA RIPRESA ECONOMICA

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 Sono sempre meno gli imprenditori che decidono di investire nel nostro territorio ed, in particolare, a Vittoria. La crisi ha accentuato ulteriormente il divario fra il reddito pro-capite delle famiglie residenti a Vittoria e quello delle altre realtà della provincia. Una crisi inarrestabile, che ancor’oggi continua ostinata a produrre effetti devastanti sulle imprese e sulle aziende agricole, come per sorte rilegate ad un infausto destino. Noi abbiamo il dovere di non mollare e di continuare a sostenere la causa dei nostri imprenditori e delle loro aziende che ogni giorno sono costrette a subire le defaillance di una classe politica inadeguata e, soprattutto, i ritardi eccessivi di una certa burocrazia, molto spesso carente e non all’altezza della situazione.  

Oggi, l’apertura dello scalo di Comiso può rappresentare un’occasione importante per rilanciare il turismo in città ed, in particolare, nella frazione di Scoglitti. Un’opportunità che potrebbe segnare la svolta, l’inversione di tendenza che da anni si aspetta. Affinché ciò diventi possibile occorre che la politica metta al primo posto gli imprenditori e le loro imprese. Bisogna che si creino le condizioni affinché chi intende intraprendere un’attività commerciale venga “accompagnato” ed agevolato in tutte le fasi più importanti.

Tuttavia, la realtà, a volte, si presenta in modo difforme dai programmi elettorali sbandierati qua e là. I pochi imprenditori che oggi avvertono nel turismo un’occasione di lavoro, una possibilità di reddito per le loro famiglie,  invece di essere incoraggiati ed incentivati, si trovano, spesso, dinanzi ad ostacoli burocratici infiniti che rallentano fortemente lo start-up. Per esempio, i commercianti che decidono di iniziare un’attività stagionale, di realizzare un lido o uno stabilimento balneare, sono costretti a patire una serie di ostacoli prodotti da una burocrazia lenta, obsoleta che li costringe a desistere o a ritardare l’inizio dell’attività. La “disperazione”, la necessaria esigenza di un lavoro è tanta che, a volte, i prossimi gestori si vedono obbligati ad iniziare la stagione ed affrontare l’apertura senza le dovute autorizzazioni. Altro che “semplificazione amministrativa”! Eppure, le nuove leggi in materia, in virtù della “semplificazione amministrativa”, hanno previsto la presentazione della S.C.I.A. (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), una dichiarazione che consente alle imprese di iniziare, modificare o cessare un’attività produttiva (artigianale, commerciale, industriale), senza dover più attendere i tempi e l’esecuzione di verifiche e controlli preliminari da parte degli enti competenti. La SCIA, ai sensi dell’art. 19 della legge 241/90,  produce, infatti, effetti immediati.

Come mai a Vittoria si consumano questi ritardi? È stato istituito lo Sportello Unico per le Imprese Edili? Se esiste una legge di semplificazione delle procedure, come mai questa non viene applicata?? Perché non si prevede di istituire una procedura più snella e più semplificata soprattutto per le attività stagionali?

Tanti sono gli esempi che vedono una certa burocrazia “frenare” la ripresa del Paese. Pare che l’applicazione della c.d. procedura semplificata non possa essere applicata a Vittoria poiché le pratiche si presentano ancora su sistema cartaceo. Gli impiegati addetti, oltre ad affrontare la complicata fase dei controlli, poi, alla luce dei risultati, non possono far altro che suggerire agli utenti di iniziare le procedure anzi tempo, magari in primavera. Oggi è impensabile prevedere una programmazione così in anticipo, in quanto proprio in quei mesi iniziano le contrattazioni per affidare eventuali gestioni a terzi o, invece,  programmare una conduzione in proprio. 

Poi, come se non bastasse, i nostri operatori turistici, quest’anno, si sono trovati ad affrontare anche i disagi nella predisposizione dei servizi, nell’erogazione dell’acqua, nella gestione dei rifiuti, nei ritardi nella pulizia dei luoghi e delle spiagge. Una serie di “inconvenienti” essenziali che provocano scoraggiamento e delusione fra gli imprenditori per non essere stati messi nelle condizioni per gestire al meglio la propria attività. Gli operatori si sentono abbandonati e per nulla incoraggiati ad investire in futuro! 

Chi risarcirà il danno subito da questi imprenditori per i ritardi e gli inadempimenti dell’A.C.? “…..Ai posteri l’ardua sentenza!”

 

 

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