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Il principe Alberto inaugura il Castello dei Conti di Modica. Dopo 22 anni di chiusura. VIDEO LIVE


Con un anticipo sulla tabella di marcia, stamani il principe Alberto ha tagliato il nastro, insieme al sindaco di Modica, Ignazio Abbate, per la riapertura dell’antico castello dei Conti di Modica. Dopo 22 anni di chiusura, ristrutturazioni e recuperi, il castello torna ad essere finalmente fruibile.

Il castello di Modica, in Sicilia, rappresentò per secoli la sede del potere politico e amministrativo della contea storica di Modica. Era infatti presidio fortificato militare e carcerario, residenza dei Conti prima, del Governatore della contea in nome del Conte, dopo. Carlo I d’Angiò fece redigere due elenchi dei castelli demaniali siciliani: gli Statuta Castrorum Siciliae, emanati nel 1268 e nel 1272. È nel secondo elenco che troviamo citato il castello di Modica. Oltre che nello Statutum Castrorum Siciliae del 1272, il castello di Modica compare inserito in una Bolla papale datata Anagni 21 agosto 1255, indirizzata a fra Ruffino de’ Minori, cappellano e penitenziere del Papa.

Fu in questo castello che il conte Matteo Chiaramonte ospitò, nel 1366 il re Federico IV d’Aragona, e nel 1401 il conte Bernardo Cabrera vi accolse il re di Sicilia Martino I. Ivi si amministrava anche la Giustizia, essendo sede, dal 1361, della Gran Corte, cui si aggiunse nel 1392 la Corte delle I e II Appellazioni, per divenire poi dal 2 giugno 1862 Tribunale civile e penale di I grado e Corte d’Assise. La città divenne Capoluogo di Distretto della Intendenza di Siracusa, e la sede di tutti gli uffici rimase nel castello fino al 1865. Con l’Unità d’Italia, furono cacciati dai loro conventi e monasteri gli Ordini religiosi, ed il Castello dei Conti fu definitivamente abbandonato, andandosi a trasferire il Carcere, il Tribunale e gli Uffici Circondariali pressi i vari conventi resisi disponibili.

Prima dell’apertura del castello il principe ha visitato il Duomo di San Giorgio trovando anche molti curiosi ad attenderlo.

Publié par Ignazio Abbate sur mercredi 11 octobre 2017

Publié par Ignazio Abbate sur mercredi 11 octobre 2017