Presentato a Comiso il libro di Michele Giardina “Mal di mare”

Su iniziativa dell’associazione Confronto e con il patrocinio del Comune di Comiso è stato presentato, presso la Fondazione Bufalino, il libro “Mal di Mare – traffici di vite umane e complicità occulte” (2017) del giornalista-scrittore Michele Giardina, pubblicato da Armando Siciliano Editore. I lavori, moderati dal giornalista Antonello Lauretta, sono stati introdotti dal presidente di Confronto, Enzo Cavallo, che, dopo avere accennato al ruolo propositivo dell’associazione, ha richiamato l’impegno di Michele Giardina, sottolineando che i suoi scritti si riferiscono a fatti reali e sono destinati a rimanere nella storia non solo locale, ma anche nazionale ed internazionale. Ne è tangibile testimonianza proprio il libro Mal di Mare che raccoglie una serie di fatti, di considerazioni e di vere e proprie inchieste che, proprio in queste settimane, sono diventate di stringente attualità con riferimento particolare all’azione svolta dal Procuratore della Repubblica di Catania, Carmelo Zuccaro, ed ai provvedimenti recentemente adottati dal Governo nazionale grazie alla determinazione del ministro Marco Minniti, pienamente condivisi dall’Unione Europea.
“La struttura del libro – ha detto nella sua relazione l’antropologa Grazia Dormiente – risponde alla pianificata articolazione di un’inchiesta seria, motivata e coinvolgente. Le due cornici quella d’apertura – inerente lo Scordapene, luogo di memoria delle storie dei marinai e dei pescatori pozzallesi – e quella conclusiva – titolata caro mare, amico mio carissimo, in cui il respiro del mare convibra con l’alfabeto emozionale – diventano marcatori culturali della città del mare e dei suoi mutamenti fino a legittimare la sacra prepotenza della ricerca della verità, umanamente inseguita e sofferta dall’autore per restituire dignità alla speranza di vita”.
Passionale e coinvolgente l’intervento dell’autore impegnato a “spezzare la catena del dolore il cui primo anello comincia nei Paesi dell’Africa subsahariana, con il “reclutamento” di uomini, donne e bambini, trasportati in Libia, da dove, dopo mille violenze e disumani maltrattamenti, vengono poi trasferiti come vuoti a perdere su carrette del mare e gommoni monouso di fabbricazione cinese, verso l’Eldorado che non esiste”.
Moderati dal giornalista Antonello Lauretta, i lavori sono stati arricchiti dalle letture di Tiziana Bellassai ed allietati da Gino Carbonaro con la sua fisarmonica.

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